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Todi, Family for the Future

“La famiglia non è il problema ma la soluzione”

Comuni virtuosi e fiscalità per la famiglia protagonisti al festival di Todi. A Perugia nasce il Family Hub. De Palo: con l’assegno unico familiare possiamo fare una riforma epocale.

“Il problema è che fino a ora abbiamo continuato a ripetere le stesse cose”. E quindi a vedere la famiglia come un problema e non come la soluzione al problema. Per questo al Family for the Future, il festival delle politiche familiari che si chiude oggi – domenica 26 settembre – a Todi si è parlato di “soluzioni”: esempi virtuosi per riuscire a vedere finalmente la famiglia come una risorsa.

La dottoressa Simonetta Saveri, dirigente dell’Agenzia per la famiglia di Genova, ha illustrato alcune buone pratiche del progetto “Genova insieme”, focalizzando il suo intervento nel pomeriggio di ieri sui gruppi di auto-mutuo aiuto. “Le politiche familiari non sono politiche assistenziali – ha detto – ma toccano tutti i settori: l’economia, il sociale, la cultura. Dobbiamo finalmente liberarci da questa mentalità da assistenzialismo diffuso”.

Il Family Hub di Perugia

Da Perugia è invece arrivato il progetto del Family Hub (“Città famiglia – Tutta mia la città” è il titolo) illustrato da Alessandro Moretti, presidente delle Acli provinciali, e Vincenzo e Sarah Aquino, referenti regionali dell’Associazione famiglie numerose. Si tratta di un “centro servizi per la famiglia” che si muoverà lungo quattro macro aree grazie a un importante investimento economico (200mila euro) del Comune di Perugia. “Abbiamo un front office – hanno spiegato – a cui ci si può rivolgere per assistenza fiscale o consulenze familiari”. Ma l’hub rappresenta anche un “contenitore dove si potranno esprimere azioni e attività”. “Una scuola per famiglie”, ha aggiunto Vincenzo Aquino. Che verrà inaugurata il prossimo 18 ottobre.

Foligno: Comune “amico della famiglia”

Il Comune di Foligno sta invece percorrendo la strada verso la certificazione di “comune amico della famiglia”. “Vogliamo che si crei un ‘villaggio di famiglie’”, ha spiegato l’assessore Armando Cetorelli, illustrando le novità in materia di affidamento familiare (il contributo alle famiglie è stato alzato da 300 a 500 euro) e tutte gli altri ambiti su cui l’amministrazione sta intervenendo dal 2019. C’è – ad esempio – il bonus nuovi nati, ossia mille euro per ogni bimbo che nasce, la costituzione dell’ufficio famiglia per offrire supporto e assistenza, lo “sconto sport” calibrato sul fattore famiglia (le tariffe scendono in base al numero di figli iscritti ad un corso) con l’obiettivo di invertire la tendenza che i numeri del crollo demografico testimoniano in maniera tanto chiara quanto drammatica.

Famiglia e fisco: Bassi e De Palo

La fiscalità per la famiglia è stata al centro degli ultimi due interventi, quello dell’avvocato Vincenzo Bassi, presidente della Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa, e quello di Gigi De Palo, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari.

“Si comincia a capire l’impatto economico del crollo demografico”, ha rilevato Bassi, sottolineando che “se non invertiamo il trend demografico, i parametri di Maastricht sicuramente salteranno”. Il cambio di prospettiva sta dunque nell’iniziare a pensare alle risorse per la famiglia come ad un “investimento”, ossia non come a un costo ma come una “capitalizzazione”. “La famiglia è la prima impresa” ed è necessario cominciare a parlare di “sgravi di giustizia fiscale” nei confronti delle famiglie, di premialità e non “incentivi o bonus; altrimenti – ha concluso il presidente Fafce – cambia il politico e cambia la misura”.

“Il problema – ha detto invece De Palo – è che fino a ora abbiamo continuato a ripetere le stesse cose. Basta con la rassegnazione, con il mosciume: la famiglia è avventurosa, bella, difficile ma colorata. Sappiamo che le famiglie durante la pandemia sono state il petrolio del Paese. Dal primo luglio è partito l’assegno temporaneo, iniziativa attorno alla quale siamo riusciti a compattare il Parlamento. E attorno alla quale c’è un chiacchiericcio di fondo. I fatti dicono che ad oggi abbiamo 6 miliardi in più per le politiche familiari con il fondo che è passato da 14 a 20 miliardi. Ci sono 4 milioni di famiglie in più che ricevono questo sostegno e per 2 milioni di famiglie ci sarà un incremento. Si poteva fare di più? – si chiede De Palo – Certo. Si poteva fare meglio? Certo. La partita vera inizia a gennaio, con l’introduzione dell’assegno unico universale: abbiamo l’opportunità di fare un capolavoro, una riforma epocale. Dobbiamo ricompattare il Paese attorno al fatto che c’è una bellezza nel fare un figlio e – allo stesso tempo – renderci sempre più conto che la natalità è la nuova questione sociale”.

Todi: il baby box ai nuovi nati del 2021

Dopo il grande successo dello spettacolo di Giovanni Scifoni andato in scena ieri sera al teatro comunale, nella giornata conclusiva del Family for the Future – oggi – c’è stata la consegna delle baby box ai nuovi nati del 2021 come segno di benvenuto da parte del Comune di Todi, “perché un figlio è una risorsa preziosa per tutta la comunità”. Alle ore 17 e alle ore 21 invece presso il teatro comunale andrà in scena Ce sposamo dopo il virus, una commedia dialettale ispirata ai Promessi Sposi interpretata dai giovani dell’oratorio con la regia di Samuele Befani.

Data di pubblicazione
24/09/2021
Politiche familiari
Pubblicato il: Venerdì, 24 Settembre 2021 - Ultima modifica: Martedì, 28 Settembre 2021

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