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I giovani come attivatori di una comunità accogliente

Al Festival della Famiglia la Fondazione Demarchi con il progetto PlurAlps

Oggi alla Fondazione Franco Demarchi nell’ambito del Festival della famiglia, centrato quest’anno sulla qualità della vita e competitività territoriale, si è parlato di come i giovani rappresentano una risorsa fondamentale per lo sviluppo di una cultura accogliente e inclusiva nelle comunità locali. Ne è esempio il progetto europeo “PlurAlps”, che sostiene azioni finalizzate alla valorizzazione del territorio e della diversità culturale, contribuendo ad accrescere il benessere dei vecchi e nuovi cittadini. 
Sono state presentate le attività che hanno visto protagonisti alcuni giovani autoctoni e migranti, anche di seconda generazione, impegnati in percorsi laboratoriali e di videomaking.

In apertura Antonio Cristoforetti, ricercatore della Fondazione Franco Demarchi, ha presentato l’iniziativa PlurAlps, un progetto transnazionale triennale che coinvolge dieci partner provenienti da tutti i paesi alpini, finalizzato alla promozione del valore del pluralismo e allo sviluppo e miglioramento di pratiche, conoscenze e consapevolezza per quanto riguarda l'integrazione dei migranti nelle zone dello spazio alpino. A tal proposito Robert Moosbrugger, coordinatore del progetto PlurAlps per Agenzia per lo Sviluppo Regionale del Vorarlberg, associazione di comuni e organizzazioni fondata nel 2001 al fine di sviluppare il patrimonio naturale e culturale di tale regione austriaca e di attuare progetti di sviluppo strutturale, ha sottolineato come negli ultimi anni si è assistito ad importanti cambiamenti nella composizione demografica dello Spazio Alpino. Oltre alle variazioni dei tassi di natalità, si sperimentano nuovi tipi di migrazione, modelli e percorsi migratori. “All'interno del progetto PlurAlps - sostiene Moosbrugger - intendiamo la cultura dell'accoglienza come la prima fase dell'integrazione, in cui i comuni devono definire soluzioni organizzative per la gestione strategica dell'integrazione. Per l'Italia vediamo che soprattutto le cooperative sono attori molto efficaci per l'integrazione, mentre in Austria le cooperative sono quasi inesistenti e quindi sono più i comuni ad agire. In questa fase del progetto stiamo cercando di stimolare una cultura dell'accoglienza nelle aziende e questo si sta rivelando piuttosto impegnativo”.
I ricercatori Francesco Della Puppa e Serena Piovesan hanno presentato il lavoro di ricerca svolto nell’ambito del progetto PlurAlps, focalizzato soprattutto sulla dimensione familiare e occupazionale della presenza immigrata, concentrando l’analisi sui contesti della Val di Non e della Val di Sole, individuata dalla Fondazione Demarchi come zona studio dello stesso progetto. “Si tratta di territori dove a fine 2017 il peso della popolazione immigrata sul totale si è attestato, rispettivamente, al 9,1% e al 7,9%”, rivelano i ricercatori. Spiegano come l’immigrazione nei territori presi in considerazione vede protagoniste le famiglie, prima che individui singoli, poiché queste contribuiscono, anche attraverso il lavoro di cura e familiare, al benessere delle famiglie autoctone. “Accanto alla presenza di famiglie immigrate stabilmente residenti e situazioni di immigrazione stanziale, rimangono i fenomeni di pendolarismo migratorio, soprattutto collegati alla raccolta della frutta in Val di Non, che vedono coinvolti, in particolare, cittadini romeni, che sfruttano gli ammortizzatori sociali del lavoro stagionale e danno vita a esperienze di famiglie transnazionali, fronteggiano la separazione attraverso pratiche familiari, emozionali e di cura nella distanza o pianificano un prossimo ricongiungimento in Trentino. Questi costituiscono nuovi modelli di migrazione.” 
Sulla base di questo intervento di ricerca, nella seconda parte del seminario si è entrati nel vivo del progetto pilota, portato avanti in Trentino dalla Fondazione Demarchi, finalizzato a migliorare la coesione sociale e promuovere spazi per pacifica convivenza tra vecchi e nuovi cittadini, far conoscere le risorse del territorio e valorizzare il recupero delle tradizioni di montagna. Il progetto ha visto la realizzazione di attività volte allo sviluppo di una cultura dell’accoglienza in Val di Non e Val di Sole, due Comunità di Valle trentine in cui la consapevolezza dei residenti sull’importanza dell’integrazione delle persone straniere è ritenuta più bassa rispetto alle grandi zone urbane e dove è presente un potenziale attrattivo del territorio non sempre valorizzato.
Queste azioni, attuate grazie al coinvolgimento di stakeholder locali, hanno visto un ampio coinvolgimento della componente giovanile, ritenuta una risorsa fondamentale per lo sviluppo di una cultura accogliente e inclusiva. Nello specifico, attraverso il racconto della videomaker Stefania Ferriolo e dei registi Razi e Soheila Mohebi, affiancati dalla giovane assistente Paola Marcolini, è emerso come il linguaggio cinematografico digitale, soprattutto in termini di processo centrato sul fare e sull’interpretazione della realtà, possa essere uno strumento affine ai giovani e particolarmente efficace nel raccontare l’integrazione. Questo ha portato alla produzione di video professionali, alla conduzione di un laboratorio formativo di videomaking e all’organizzazione del video-contest #PlurAlps, che ha visto protagonisti i giovani nella realizzazione di video amatoriali sul tema del pluralismo culturale alpino in termini di opportunità. Michele Bezzi, educatore dell’APPM e coordinatore del Progetto giovani Val di Sole ha, inoltre, presentato le visite formative laboratoriali, veri e propri percorsi formativi organizzati con alcuni gruppi di giovani locali e giovani migranti/seconde generazioni, che hanno portato all’apprendimento dei rudimenti di attività lavorative tradizionali e/o caratterizzanti il territorio attraverso visite laboratoriali in imprese locali. “I progetti centrati sul fare - spiega Bezzi – rappresentano un’occasione per fare cadere le barriere culturali e favorire un incontro e una relazione che vanno oltre le differenze”.
Al termine della mattinata sono stati proclamati i vincitori del concorso di video amatoriali #PlurAlps, che ha visto l’assegnazione del primo premio al cortometraggio “CLESsidra” di Monica Malfatti per l’originalità dell’idea, per la sperimentazione di un linguaggio comunicativo giovanile, per la sottolineatura del valore del tempo sul tema dell’accoglienza e per l’energia e l’emozione autentica delle protagoniste. Il secondo premio è stato consegnato al corto “Stronger/Stranger” di Céline Roux, per aver documentato un’esperienza d’integrazione positiva attraverso il lavoro rurale in Val di Sole, dando voce a tre testimonianze significative di residenti e nuovi abitanti.

(ld)

Fonte: Fondazione FRANCO DEMARCHI

Data di pubblicazione
05/12/2018
Politiche familiari
Pagina pubblicata Mercoledì, 05 Dicembre 2018

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