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Distretti Family Audit: competitività aziendale, benessere e sviluppo sostenibile

La Convention è promossa dall’Agenzia per la famiglia, natalità e politiche giovanili

Al centro del meeting le politiche di benessere familiare/aziendale, la conciliazione vita-lavoro e il Family Audit che ne agevola lo sviluppo all’interno delle aziende che ottengono questa certificazione. Il Family Audit è uno strumento manageriale che permette alle aziende di adottare politiche di gestione delle risorse umane orientate al benessere dei dipendenti, alla crescita aziendale e alla conciliazione vita–lavoro. Ad oggi in Italia hanno aderito al Family Audit313 Organizzazioni private e pubbliche, che coinvolgono complessivamente 153.947dipendenti.

Trento, 13 novembre 2020 – Si è tenuta stamattina, in modalità online, la terza edizione del meeting dei Distretti Family Audit. Tra i vari interventi, ha parlato la sociologa Ada Rosa Balzan, esperta e docente di sostenibilità e Responsabile Nazionale Sostenibilità Federturismo di Confindustria, che ha parlato della misurazione della gestione della sostenibilità nelle aziende secondo i 17 obiettivi fissati dalle Nazioni unite. Ha presentato “SI Rating”, un algoritmo che analizza gli standard raggiunti da una azienda in termini di sostenibilità, che comprende la sostenibilità ambientale (emissione gas serra, risparmio energetico, ecc.), conciliazione famiglia-lavoro (es. possesso della certificazione Family Audit), governance (rapporti umani, welfare, diversità e inclusione, sicurezza sociale, etica, gestione dei rischi, pari oportunità, ecc.). “Al termine viene rilascito un certificato che viene sempre più richiesto ed apprezzato ed ha pari valore di altre misurazioni economiche o finanziarie, visto che la certificazione di “sostenibilità” di un’azienda è garante della qualità complessiva di un’azienda in termini gestionali, ambientali e sociali.” Infine, ha aggiunto la dott.sa Balzan: “abbiamo analizzato finora diverse aziende tra cui Salvatore Ferragamo, Habitech, aziende informatiche, ecc. e molte altre ci hanno chiesto di essere certificate”.

Sono seguite le testimonianze dei Distretti Family Audit in Trentino con, in apertura, l’intervento di Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia, natalità e politiche giovanili, che ha parlato di “Distretti Family Audit: analisi strategica e nuove metodologie di lavoro” e ha portato il saluto dell’assessore provinciale Stefania Segnana, assente per impegni istituzionali. “Ad oggi vi sono in essere 3 Distretti family Audit: città di Trento, “Le Palazzine” di Spini di Gardolo e Rovereto-Città della Quercia – ha aperto Malfer. Ora dobbiamo seguire tre piste di lavoro: investire di più nella formazione del management e del personale; introdurre piani di welfare aziendale con attenzione alla gestione del tema ageing; secondo ambito: condivisione di competenze e risorse tra le aziende aderenti allo stesso Distretto family Audit; terzo ambito: investire su una nuova figura di coordinamento il ‘Manager territoriale’ che aiuti la rete tra le 1000 organizzazioni in Trentino aderenti ai Distretti famiglia, e infine, lavorare per l’accelerazione e semplificazione della stesura del Piano annuale di azione dei Distretti.”

E’ intervenuto a seguire Stefano Savaris, direttore generale del Consorzio BIM Piave Belluno, con la presentazione del progetto “Family Audit nella provincia di Belluno: esempio d'innovazione territoriale”. “Siamo un consorzio che accomuna tutti i comuni della provincia di Belluno – ha esordito Savaris. Abbiamo un territorio colpito dallo spopolamento che rischia di creare problemi economici e sociali alla comunità. Dobbiamo rendere la provincia bellunese attrattiva per le famiglie e i giovani con un cambiamento culturale partendo dalle imprese locali. L’obiettivo è certificarle e abbiamo attivato una campagna di comunicazione/promozione sulla certificazione Family Audit. Gli incentivi alle aziende saranno in termini di contributi economici, ottenuti attraverso il bando nazionale che abbiamo vinto, che serviranno per sostenere i costi dei consulenti e valutatori che accompagneranno le aziende fino all’ottenimento del certificato.”

Ha preso poi la parola Barbara De Boni, responsabile del Personale di Trentino Sviluppo Spa, che è ente Capofila del terzo Distretto Family Audit di Rovereto, nato pochi mesi fa. “Il Distreto è nato dallo stimolo e dalla voglia di mettersi insieme di 5 realtà aziendali certificate che presento brevemente: la nostra società ha il compito di promuovee lo sviluppo sostenibile in Trentino e sostenere le start up e l’innovazione imprenditoriale; CTE produce mezzi per il sollevamento di persone; Habitech è una realtà che lavora per l’edilizia sostenibile e l’efficenza energetica; la cooperativa Punto d’approdo che offre accoglienza e sostegno alle donne in stato di difficoltà; SuanFarma ditta che lavora in ambito farmaceutico. Quali valori ci hanno unito e spinto? Sono questi 6: territorio, benessere, diversità, inclusione, sostenibilità, conciliazione. Stiamo lavorando ad un Programma di lavoro con 5 campi di azione: governance (lavorare sulla raccolta dei bisogni da parte dei nostri dipendenti e dal territorio); comunità educante (lavorare sulla promozione del territorio, ad esempio sostenendo questi meeting dei distretti, e fare azioni che operino per diffondere la cultura di benessere e salute per i dipendenti; welfare ziendale: attivazione di convenzioni aziendali per i dipendenti; welfare territoriale: sensibilizzazione al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale; innovazione distrettuale: lavorare con le scuole per avvicinarle alle nostre realtà produttive e a questi nuovi filoni di intervento sul territorio”.

Gianluca Schiavo, ricercatore di FBK – ente aderente al Distretto Family Audit di Trento - ha presentato una ricerca per conciliare al meglio famiglia e lavoro denominato “Family share”. “L’obiettivo è fornire strumenti per supportare la conciliazione tra famiglia e lavoro attraverso pratiche dal basso di co-partecipazione dei genitori – dipendenti delle aziende appartenenti al Distretto - per organizzare attività di cura dei bambini negli stessi luoghi di lavoro. Ad esempio a Trento abbiamo organizzato attività auto gestite dai genitori con risorse della Fondazione Bruno Kessler. Questa estate negli spazi esterni di FBK, con la collaborazione di Kaleidoscopio (altro partner del Distretto), abbiamo organizzato campi estivi dove i genitori potevano anche partecipare con laboratori apportando le loro competenze ed abilità; attività online con i figli dei dipendenti durante il lockdown; campo esitvo con la cooperativa Progetto 92, anch’essa partner di Distretto; Tuttoverde Camp con la cooperativa Progetto 92 che ha messo a disposizione un vivaio ed un educatore con uno spazio riservato allo smart working per i genitori: modalità molto innovativa.”

Ha concluso la Convention il lancio del 4° Meeting Distretti Family Audit 2021 presentato da Paolo Cainelli, presidente UniFarm, ente Capofila del Distretto Family Audit di Trento.

(an)

Pubblicato il: Venerdì, 13 Novembre 2020 - Ultima modifica: Lunedì, 16 Novembre 2020

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