Trento, 14 ottobre 2026
Il ciclo di formazione è stato coordinato dall'Ufficio Family Audit marchi e certificazioni dell’Agenzia coesione sociale avvalendosi del supporto professionale di Tsm-Trentino School of Management. Qui di seguito i temi oggetto dei due cicli formativi:
Settembre - Comuni Family: leggere il presente, progettare il futuro. Un incontro per imparare a leggere i segnali di cambiamento che interessano famiglie e comunità, esplorare possibili scenari futuri e trasformare questa prospettiva in nuove possibilità di azione per i territori.
Ottobre - Piano famiglia comunale: Valutazione, sviluppo e coinvolgimento degli stakeholder. Un percorso online articolato in due incontri, dedicato a rafforzare la capacità dei Comuni di leggere i bisogni delle famiglie, coinvolgere gli stakeholder e utilizzare la certificazione Family come leva strategica per le politiche comunali.
Oggi il secondo ciclo online aperto da Silvia Guazzini di TSM, che ha curato il percorso assieme all’Agenzia per la coesione sociale. Ha preso poi la parola la direttrice Ufficio Family Audit marchi e certificazioni dell’Agenzia coesione sociale, Lucia Claus che haposto l’attenzione sull’importanza della formazione per le amministrazioni comunali “Amiche della famiglia” ai fini di assicurare l’aggiornamento e la crescita dell’offerta dei servizi alle famiglie. “I due cicli formativi sono rivolti – ha aggiunto – sia ai comuni locali che nazionali e ha presentato la collega Mariagrazia Cobbe, refrente della certificazione “Family in Italia”. Ha inoltre ricordato che in settembre si è tenuto il primo ciclo ”L eggere il presente, progettare il futuro ".
Il ciclo formativo di ottobre è stato tenuto da Filippo Lenzerini, consulente e formatore sui temi dello sviluppo sostenibile e della progettazione territoriale, con esperienza in processi partecipativi, coinvolgimento degli stakeholder e valorizzazione delle risorse locali.
Lenzerini ha evidenziato le leve su cui investire per potenziare l’efficacia del Piano famiglia comunale, a partire dagli obiettivi del processo che porta alla certificazione che devono essere chiari, concreti e condivisi con la comunità. Tra gli strumenti consigliati dall’esperto:
Ha poi aggiunto: “Perchè un’azienda decide di avviare un processo che porta ad una certificazione? Perchè ne ha bisogno per accedere a benefici o ad un mercato di riferimento, ma più spesso è leva per riuscire a ottenere risultati in un ambito rilevante per la PA. Il processo non deve essere mai auto-referenziale, ma deve concretizzare gli obiettivi che la PA si era data all’inizio: se è così, si attiva un processo di miglioramento continuo.” Lenzerini ha anche evidenziato alcuni passaggi importanti in un percorso virtuoso di stesura di un Piano comunale:
A fianco di Lenzerini, c’era nel percorso formativo di ottobre Francesca Cenname, manager territoriale del Distretto famiglia Vallagarina, che ha portato un valido supporto alla presentazione didattica dell’esperto, presentando testimonianze concrete, contributi personali ed esempi di azioni messe in campo negli ultimi anni dal suo Distretto e, in particolare, dalle organizzazioni aderenti.
L’apporto della manager è stato molto importante ed arricchente del percorso di formazione e, tra i messaggi condivisi con i partecipanti, è emerso in particolare che “far parte di un Distretto famiglia significa contribuire ad accrescere l’attrattività del territorio, inteso non solo con significato “turistico” ma come “buon luogo dove vivere”. I Distretti e le certificazioni sono strumento – ha aggiunto - per rafforzare il sistema di servizi e iniziative per le famiglie creando una rete di partner che agiscono coesi sul territorio e coordinati dal manager DF per alimentare il benessere e il welfare sociale.”
La Cenname ha anche aggiunto che “le politiche familiari devono essere viste come investimenti strategici sociali in un’ottica di miglioramento continuo. Un approccio che potrebbe essere valido anche in tutte le politiche istituzionali, in primis quelle sociali”.