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Le Family Card in Italia

Una guida completa di tutte le Family Card sul territorio nazionale, nate soprattutto con la crisi economica per sostenere economicamente le famiglie. Un'indagine inedita in Italia attraverso una ricerca sui siti istituzionali o delle associazioni delle famiglie e di categoria, e sulla stampa locale. Con un'analisi comparata e un'approfondimento sui vari benefici offerti. L'indagine sulle Family Card è stata condotta dal Progetto speciale politiche familiari della Provincia di Trento.

L’indagine è stata condotta inizialmente attraverso una ricerca delle esperienze pubblicate dalle amministrazioni sui propri siti istituzionali, pubblicizzate dalla stampa locale o da siti di associazioni familiari (in particolar modo l’Associazione Famiglie Numerose) e di categoria.

Nell’analisi non sono stati prese in considerazione iniziative di “social card”, in quanto rappresentano una forma di erogazione, da parte della pubblica amministrazione, di un contributo forfettario per la famiglia, che in altre realtà viene concesso con modalità differenti ed attraverso altri canali, come ad esempio il “buoni di servizio” messi a disposizione dalla Provincia Autonoma di Trento per favorire la conciliazione famiglia-lavoro.

La nostra indagine mira invece ad studiare come e con quali risultati le pubbliche amministrazioni interagiscono con la società civile, le associazioni e le realtà economiche attraverso un rapporto di sussidiarietà orizzontale, al fine di promuovere, attraverso il benessere famigliare, quello dell’intero territorio. Si tratta infatti di analizzare le buone pratiche di promozione della famiglia, in quanto le politiche di sostegno, pur necessarie, non sarebbero sufficienti da sole alla crescita ed al benessere della collettività.

In un secondo momento i dati raccolti sono stati catalogati ed inviati alle singole amministrazioni per essere validati, corretti o integrati.
Numerosi anche i contatti telefonici con i responsabili di progetto, che gentilmente si sono prestati a rispondere alle nostre domande e in diverse occasioni hanno inoltre fornito utili riferimenti amministrativi.

Abbiamo rilevato che le informazioni raccolte sono estremamente variabili nel tempo ed è stato quindi molto difficile dare un quadro completo delle esperienze in atto; per tale motivo abbiamo deciso di prendere come riferimento ultimo dell’aggiornamento il mese di settembre 2010.

Conclusa la fase di ricerca, sono stati estrapolati alcuni degli aspetti che appaiono, a nostro parere, più rilevanti e/o ricorrenti, schematizzando i risultati ottenuti in una serie di grafici proposti nelle pagine seguenti.

L’indagine ha evidenziato che le iniziative:
■ sono state realizzate in massima parte da amministrazioni comunali;
■ in un caso l’iniziativa è stata coprogettata da due Comuni limitrofi (Thiene e Zugliano);
■ in un caso è partita da un Comune ed è stata estesa all’unione di Comuni di quel territorio (Comunità comprensoriale Valle Isarco);
■ in quattro casi sono state realizzate da amministrazioni provinciali (Roma, Imperia, Milano, Bolzano);
■ in un caso la card è stata progettata e realizzata da una Regione (Friuli Venezia Giulia).
Come si può notare dalla cartina la maggior parte delle iniziative sono localizzate in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche, con una netta prevalenza dunque in territori del nord Italia, ad eccezione delle Marche.
Particolare è anche il caso della provincia di Bolzano, con tre iniziative che fanno capo a soggetti istituzionali diversi (Comune, Comunità comprensoriale, Provincia in partnership con il privato sociale).

In alcuni casi le amministrazioni interpellate hanno dichiarato che la chiusura della sperimentazione è stata dovuta alla scarsa adesione degli esercizi commerciali, i quali non hanno trovato un reale vantaggio nel partecipare all’iniziativa in termini di incremento del giro d’affari. In altri casi è stato determinante per la chiusura del progetto il cambio di governo locale con una conseguente diversa strategia di intervento sulle tematiche familiari.

Family card attive/non attive sul territorio nazionale

Le associazioni delle famiglie, in particolare l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, sono state spesso promotrici di family card riservate a famiglie con più figli; in particolare l’ANFN nel 2008 ha pubblicato un progetto (riportato integralmente in questa pubblicazione) contenente alcuni suggerimenti per le pubbliche amministrazioni circa i criteri da adottare per l’assegnazione delle card e la filosofia ad esse sottesa. Una delle principali linee guida di tale progetto è l’importanza assegnata alla promozione della famiglia; da qui l’idea di una family card legata al numero dei figli, ma svincolata da parametri di reddito.

Prendendo spunto da tale progetto, diverse pubbliche amministrazioni, anche grazie alla sollecitazione e al supporto in fase progettuale delle articolazioni locali dell’ANFN, hanno pensato di legare strettamente la carta al numero dei figli (la maggior parte prevede che essa venga rilasciata a famiglie con almeno tre figli) o al numero dei componenti del nucleo familiare (come nel caso della Provincia di Milano). Un’amministrazione provinciale, quella di Roma, ha invece incluso tra i beneficiari, oltre alle famiglie con figli, anche gli anziani ultra sessantacinquenni e le persone con non autosufficienti a carico.
Anche il considerare unicamente la famiglia classica composta da due genitori conviventi e più figli può non andare incontro alle esigenze di una fetta di popolazione che risente fortemente della crisi economica, quella della famiglia monogenitoriale; per tale motivo, nell’ottica di sostegno a questo target di famiglie, alcune card le prevedono tra i propri beneficiari.

È interessante inoltre notare come molte amministrazioni tengano in considerazione l’età del figlio: 18-21-24-26 anni, dimostrando in tal modo di avere ben presente la realtà di molte famiglie con figli maggiorenni a carico, per motivi di studio o legati alla difficoltà di entrare nel mondo del lavoro.
Una parte delle amministrazioni prese in esame ha deciso di legare il rilascio della Family card a vincoli di reddito; questa scelta ha un significato soprattutto se le agevolazioni alle famiglie sono concesse non solo dagli esercenti (che comunque si pensa aderiscano anche per un ritorno di immagine), ma anche dalla pubblica amministrazione stessa per la fornitura di servizi quali trasporti scolastici, mense, contributi bollette ecc. A tale riguardo, la scelta dello strumento per il controllo del reddito è sostanzialmente divisa equamente tra ISEE e imponibile.

Una considerazione merita anche la scelta della tecnologia della carta. Un’amministrazione che investe per una carta a banda magnetica o microchip, lo fa perché ha l’intenzione di fornire servizi più articolati rispetto ad una mera riduzione di tariffe e prezzi (che sono offerti anche da sindacati, assicurazioni, CRAL aziendali, aziende della grande distribuzione, ecc.); è un investimento per migliorare la qualità di vita del cittadino ed è destinata a durare di più nel tempo.

Attualmente sono molto poche le amministrazioni che si sono dotate di una carta tecnologica, in quanto una scelta siffatta comporta un notevole investimento economico; tuttavia la nuova normativa nazionale circa l’assorbimento della tessera sanitaria nella Carta nazionale dei servizi potrà essere uno stimolo in tal senso. Si veda in proposito l’interessante esperienza della Regione Friuli Venezia Giulia a cui è dedicata una sezione ad hoc in questa pubblicazione.

Considerazioni finali

In una visione d’insieme quello che appare evidente dalle esperienze considerate è un proliferare di singole iniziative non collegate tra loro, ognuna con spunti di per sé interessanti, ma per lo più a carattere sperimentale e di durata limitata, senza una connotazione di politica familiare strutturale e coordinata ad altre in un’ottica di sostegno e promozione del benessere familiare intesa nella sua globalità.

Le strategie adottate hanno caratteristiche diverse anche dal punto di vista economico: In alcuni casi è stata fatta la scelta di consentire l’adesione alla grande distribuzione, mentre in altri la possibilità di adesione è stata limitata ai piccoli esercizi commerciali, vuoi perché maggiormente colpiti dalla crisi, vuoi nell’ottica di sostenere l’economia locale e dare nuovo impulso ai centri cittadini.

Da evidenziare inoltre la connotazione “etica” di altre card, che in taluni casi non consentono alcuna scontistica su alcolici o generi di lusso mentre in altri, come nel caso del Comune di Parma, prevedono che una percentuale delle spese effettuate con la card venga destinata ad un fondo con finalità sociali.

Il progetti rilevati sono stati raggruppati per tipologia territoriale, distinguendo tra quelli realizzati da Comuni, raggruppamenti di Comuni, Province. Di ogni iniziativa sono stati raccolti in una scheda monografica i dati ritenuti più significativi ai fini della eventuale progettazione di una nuova card da parte di una pubblica amministrazione.

In tre casi si è ritenuto utile presentare una relazione approfondita realizzata appositamente dall’amministrazione competente:
■ Comune di Parma e Comune di Fano, in virtù dei rapporti di collaborazione in ambito di politiche familiari tra tali amministrazioni e la Provincia Autonoma di Trento;
■ Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per l’unicità dell’esperienza in corso di realizzazione.

In questa pubblicazione è stato inserito anche il progetto studiato dall’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, presentato nel 2008, dal quale hanno tratto spunto molte delle esperienze realizzate in Italia.

L'indagine sulle Family Card è stata condotta da Annagloria Corradini e Teresa Alberga del Progetto speciale delle politiche familiari della Provincia di Trento, guidato da Luciano Malfer.

Qui sotto troverete la pubblicazione in formato pdf.

Contatti con gli autori

Luciano Malfer: trentinofamiglia@provincia.tn.it , tel. 0461 494110

Annagloria Corradini: annagloria.corradini@provincia.tn.it, tel. 0461 494126

Teresa Alberga: teresa.alberga@provincia.tn.it, tel 0461 494112

Per richiedere la pubblicazione: trentinofamiglia@provincia.tn.it

Allegati
Data di pubblicazione
21/12/2010
Pubblicato il: Martedì, 21 Dicembre 2010 - Ultima modifica: Giovedì, 08 Marzo 2018

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