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La nuova legge sulla famiglia in Trentino

In Consiglio provinciale a Trento è stato approvato il testo legge unificato sulla famiglia. Previsti benefici e sconti per le famiglie. Superati gli steccati ideologici e largo consenso alla nuova legge. Sostegno di Cgil, Cisl, Uil, Federazione delle cooperative, Acli e Forum delle associazioni per la famiglia. Aiuti concreti alle famiglie con la creazione dell'Agenzia.

Ora è legge: il disegno unificato sulla famiglia, già approvato dalla quarta commissione consiliare e scaturito da cinque proposte di legge, è statao approvato. Un consenso ampio e bipartisan per una legge davvero innovativa che porterà indubbi benefici alle famiglie trentine. La nuova legge va sotto il titoto "Sistema integrato delle politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalità". Sostegno anche da Cgil, Cisl, Uil, Federazione delle cooperative, Acli e Forum delle associazioni per la famiglia. In arrivo anche sostegni concreti come prestiti, aiuti, ticket sanitari e tariffe su misura. Tra circa un mese la nuova agenzia per la fanmiglia sarà pienamente operativa, con nuovi servizi a disposizione di tutti. Sul sito troverete, dopo ogni appuntamento, tutte le tappe e la cronologia per arrivare all'approvazione e la rassegna stampa aggiornata.

27-09-2010, cronache dal Consiglio
Dalla quarta commissione permanente, che concluderà l'esame il 7 ottobre.
Politiche familiari, approvata la prima parte del testo unificato
È iniziato stamane a Palazzo Trentini l'esame dei 40 articoli del testo unificato dal titolo "Sistema integrato delle politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalità", messo a punto dalla quarta commissione presieduta da Mattia Civico a partire da cinque disegni di legge proposti, nell'ordine, dal capogruppo del Pdl Walter Viola, da Caterina Dominici del Patt, dal presidente Dellai insieme all'assessore alle politiche sociali Ugo Rossi, presente ai lavori, da Mattia Civico con i suoi colleghi del Pd (tra cui il presidente del Consiglio Giovanni Kessler), e da Pino Morandini (Pdl).

Gli emendamenti
Da segnalare, in apertura, l'approvazione di un emendamento presentato da Mattia Civico in base al quale gli interventi della Provincia che abbiano effetti sulla conciliazione dei tempi della famiglie con quelli del lavoro dovranno essere definiti "previo il coinvolgimento delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali maggiormente rappresentative operanti sul territorio".

Accolta anche la proposta emendativa presentata dal Pdl di finalizzare gli interventi di sostegno previsti dal dispositivo al "ruolo sociale" delle famiglie, come era stato richiesto dal Forum delle associazioni familiari.

È poi passato un emendamento di Sara Ferrari in cui si prevede la concessione di prestiti di importo non inferiore a 1.000 euro consistenti in un'erogazione in denaro senza interessi anche a favore "di nuclei familiari nei quali siano presenti uno o più figli minori".

Ampio accordo ha incontrato l'emendamento voluto e concordato dall'assessore Rossi con Civico, Morandini e Viola perché la Provincia possa, da un lato, "prevedere un ticket sanitario familiare che tenga conto dei carichi familiari" e, dall'altro, "concedere un contributo alle famiglie numerose per ridurre i costi connessi agli oneri tariffari derivanti dagli usi domestici, secondo criteri e modalità stabiliti dalla Giunta provinciale, purché non sia compromessa l'adozione di comportamenti virtuosi e responsabili".

Condiviso anche l'emendamento di Rossi grazie al quale la Provincia potrà concedere un contributo alle famiglie numerose per ridurre i costi "connessi agli oneri tariffari derivanti dagli usi domestici".

Un altro via libera è stato a un emendamento proposto da Luigi Chiocchetti dell'Ual, affinché gli interventi a favore delle famiglie numerose e in particolare i servizi di mensa scolastica e di trasporto degli studenti come pure di prolungamento di orario nelle scuole dell'infanzia, siano resi con particolari agevolazioni concesse a partire dal terzo figlio, "volte ad abbattere i costi a carico delle famiglie".

Respinto, invece, dopo una discussione politica in merito ai concetti di sussidiarietà e di "big society", l'emendamento sostitutivo proposto da Bruno Firmani (Idv) che intendeva cancellare l'assegnazione di finanziamenti a soggetti sociali impegnati a servizio delle famiglie in condizioni di incertezza economica (associazioni familiari, Tagesmutter, ecc.) per trattenere solo nelle mani della Provincia la gestione di questi interventi. Secondo Firmani si contrasterebbe in tal modo il monopolio di alcuni servizi da parte di certi soggetti sociali (come qualche cooperativa) e si difenderebbe chi decide di non aderire ad alcuna associazione. Civico, l'assessore Rossi, Viola e Mario Magnani (gruppo misto) hanno ribattuto affermando che il sostegno alle iniziative dell'associazionismo in campo sociale è una dimostrazione di fiducia nei confronti dell'autonoma capacità dei cittadini e delle famiglie di rispondere ai loro bisogni. È stato poi segnalato che il riconoscimento e il coinvolgimento dei soggetti sociali nella gestione dei servizi alla persona e alle famiglie, non toglie nulla alla forte presenza pubblica in questo settore per andare incontro alle esigenze di tutti. Infine è stato fatto notare che non occorre affatto essere iscritti a un'associazione o a una cooperativa per beneficiare degli aiuti sociali garantiti da questi soggetti a chiunque abbia bisogno di questi servizi, per gestire i quali occorre comunque essere accreditati.

Rinviato all'aula un emendamento sostitutivo dell'articolo 14 proposto da Chiocchetti per promuovere un coordinamento provinciale delle banche del tempo realizzate a livello comunale e di comunità di valle, perché l'assessore Rossi ha chiesto di poter valutare tecnicamente questa ipotesi.

Dopo aver approvato 17 articoli e discusso i relativi emendamenti, la quarta commissione ha sospeso i lavori e concordato di concludere l'esame del testo unificato nel pomeriggio del 7 ottobre. Conseguentemente il provvedimento approderà nell'aula del Consiglio provinciale nel mese di novembre.

Oltre ai consiglieri già citati, alla seduta hanno partecipato anche Salvatore Panetta (Upt), Mario Casna (Lega), Sara Ferrari (Pd), Michele Dallapiccola e Caterina Dominici del Patt.

07-10-2010
Dalla quarta commissione con sette voti a favore, nessun contrario e due astenuti
Politiche familiari. Legge votata a Palazzo Trentini
Una legge che promuove la famiglia come soggetto protagonista e non semplice oggetto di assistenzialismo, per un provvedimento organico dai contenuti innovativi, anche se criticato da qualche parte come troppo complesso e di difficile attuazione: questo in sintesi il giudizio plurale sulla nuova legge sulle politiche familiari approvata oggi dalla Quarta Commissione con 7 voti a favore, nessuno contrario e 2 astenuti (Casna e Eccher).

La trattazione del testo unificato "Sistema integrato delle politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalità" è ripresa oggi a partire dall'articolo 18 e si è conclusa con l'approvazione del disegno di legge alle 17,40.
Il consigliere Morandini ha sottolineato l'impegno profuso per arrivare alla stesura dell'articolo 20, che elenca alcune misure per la promozione e il sostegno dell'associazionismo familiare: "Da sempre lavoriamo per sostenere le associazioni di famiglie e per questo voglio sottolineare l'importanza di queste misure finalmente riconosciute per legge", ha detto il consigliere del PdL.
Il consigliere Mario Casna invece, pur condividendo lo spirito lodevole delle misure, ha sollevato qualche dubbio sull'opportunità dell'iscrizione all'Albo: "La più modesta delle associazioni deve seguire una trafila piuttosto gravosa per qualsiasi attività. Mi chiedevo se la registrazione obbligatoria per le associazioni di famiglie non sia di ostacolo alla loro attività", ha osservato il consigliere Casna, che poi si è astenuto in fase di votazione dell'articolo (insieme al consigliere Eccher).
Approvato a larga maggioranza (anche con i voti dei consiglieri del PdL Viola e Morandini) l'emendamento a firma di Mattia Civico che aggiunge alle attività sostenute dalla Provincia (formazione su cultura dell'accoglienza familiare, progetti di copresidenza, auto mutuo aiuto e solidarietà intergenerazionale) i progetti di "condomini solidali".
Un momento di confronto tra consiglieri e assessore si è avuto sull'articolo 22, che istituisce la Consulta provinciale per la famiglia, nominata dalla Giunta provinciale; la Consulta dovrebbe esprimere parere obbligatorio sulle proposte di legge e sui regolamenti che riguardano le politiche familiari, e resta da definire se questo parere obbligatorio escluda riguardi solo le proposte della Giunta (visto che si tratta di un organismo nominato dalla Giunta). Per Morandini "è importante che la Consulta si esprima su tutte le iniziative sulla famiglia, a prescindere dalle nomine".

LA COMPOSIZIONE DELLA CONSULTA PROVINCIALE PER LA FAMIGLIA
Alla richiesta della consigliera Ferrari di introdurre nella Consulta un rappresentante della Commissione Pari Opportunità, il consigliere Walter Viola ha espresso una forte contrarietà: "Se cominciamo ad allargare troppo la composizione della Consulta, finiamo per snaturarla", ha dichiarato Viola suggerendo provocatoriamente di aggiungere tra i componenti anche i datori di lavoro e i sindacati, visto che si tratta di soggetti coinvolti nelle politiche di conciliazione famiglia-lavoro. "In questo particolare caso invece - ha insistito la consigliera Sara Ferrari - è necessario coinvolgere le Pari Opportunità, che non dobbiamo relegare a fare convegni senza essere ascoltate".
"Durante l'attività del gruppo di lavoro abbiamo trovato una unità non semplice proprio su questo punto - è intervenuto il consigliere Pino Morandini - per questo invito la collega ad evitare l'emendamento e a non insistere perché si aggiungano componenti ulteriori alla Consulta".
Il presidente Mattia Civico ha sostenuto la proposta di Sara Ferrari, dichiarandosi d'accordo sul fatto che il tema delle pari opportunità sia pertinente in questo contesto. Di parere contrario il consigliere Claudio Eccher, che ha ritenuto inopportuno allargare ulteriormente la composizione della Consulta per la famiglia.
"Mi parrebbe che la presenza del rappresentante delle Pari Opportunità potrebbe aiutare la crescita e la maturazione delle politiche adottate, ma dobbiamo trovare un modo condiviso per allargare la composizione della Consulta", ha detto l'assessore Rossi, sollevando le animate proteste del consigliere Pino Morandini che ha ricordato come durante i lavori ci sia stato uno sforzo di contenimento delle proposte per arrivare ad un compromesso.
Dopo qualche minuto di sospensione, si è trovato un accordo sulla possibilità di sentire la Commissione Pari Opportunità "sulle tematiche che riguardano le politiche di conciliazione". Non si aggiunge quindi nessun componente, ma si modificano le procedure di lavoro quando si toccano temi specifici. Il risultato ottenuto è stato apprezzato dal consigliere Viola, che insieme a Pino Morandini si era detto contrario ad un ampliamento della composizione della Consulta provinciale per la famiglia.

Di seguito sono stati approvati gli artt. 23 (auto-organizzazione delle famiglie e progetti sperimentali), 24 (rapporto sullo stato di attuazione), 25 (coordinamento delle politiche in favore della famiglia), 26 (commissione di coordinamento), 27 (sistema informativo), 28 (sportello unico di orientamento), 29 (sistema integrato e cabina di regia), 30 (utilizzo delle nuove tecnologie), 31 (la carta famiglia e i benefici derivanti), 32 (formazione e innovazione, con il supporto della fondazione per la promozione della ricerca e della formazione in ambito sociale istituita nel 2005), 33 (valutazione di impatto familiare, come strumento di indirizzo delle politiche tributarie e tariffarie della Provincia), 34 (coordinamento organizzativo, con intese, conferenze di servizi, accordi di area e tavoli di lavoro), 35 (fondo per la famiglia), 36 (disposizioni finali), 37 (modificazioni di legge), 38 (istituzione agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili, su cui il consigliere Viola ha preannunciato la presentazione di un ordine del giorno perché tale misura sia a costo zero per le casse pubbliche).
A tutela del lavoro della Commissione competente, è stato accolto un emendamento proposto dai consiglieri Pino Morandini e Walter Viola (PdL) che prevede di sottoporre al parere della Commissione le delibere della Giunta che toccano gli aspetti principali della legge sulle politiche familiari.
L'assessore Ugo Rossi ha ringraziato la Commissione e il gruppo di lavoro: "Con questa proposta siamo all'avanguardia nel sistema nazionale, nel sistema del nuovo welfare in perfetta tendenza con le linee innovatrici in Europa".

LE DICHIARAZIONI DI VOTO
Soddisfatto il consigliere Walter Viola, che ha apprezzato lo sguardo nel merito fatto da tutti i coinvolti. "Per promuovere il benessere familiare abbiamo consegnato al Consiglio un lavoro che appartiene a tutti", ha detto apprezzando anche la disponibilità dell'assessore Rossi e dei colleghi. Una legge che, a suo dire, contiene molti elementi positivi per la famiglia, benché l'attuazione sia affidata agli atti esecutivi della Giunta.
Il consigliere Morandini, primo firmatario del disegno di legge organico sulla famiglia confluito nel testo unificato, ha ripercorso l'iter delle politiche familiari trentine: "Mi pare che con questo disegno di legge abbiamo raggiunto una felice sintesi, anche se un testo unificato sconta la sintesi obbligata. Eppure si tratta di un testo di tutto rispetto, perché contiene, come era nostro intento, più di una misura operativa subito attiva. La famiglia va vista come una risorsa, qualcosa da promuovere e non solo da assistere", ha detto tra l'altro Morandini. "Molto positivamente" il consigliere saluta l'accoglimento di diversi emendamenti. "E a chi contesta gli investimenti a favore delle famiglie va detto che il benessere della famiglia è condizione fondamentale per prevenire il disagio giovanile e altre patologie sociali che hanno anche i loro costi".
Articolato l'intervento del consigliere Claudio Eccher, che annunciando la propria astensione ha contestato la lunghezza del disegno di legge ("Poteva essere di 20 articoli, invece che 40") e criticato l'istituzione di una decina di nuovi organismi. "Con l'auspicio che dall'aula esca un testo meno farraginoso, mi astengo", ha detto Eccher.
Il consigliere Mauro Magnani ha sottolineato i nuovi bisogni che emergono dalle famiglie e dalle coppie non sposate ma con figli, accanto alla necessità di tutelare le donne lavoratrici: "Si è posto l'accento sul fatto di dare servizi ai cittadini", ha detto Mauro Magnani annunciando il proprio voto a favore.
"Vorrei che questa legge non fosse il libro dei sogni - ha detto la consigliera Sara Ferrari - ma credo che molti provvedimenti innovativi possano essere concretizzati grazie a questa legge". Positivo il giudizio del consigliere Dallapiccola e del collega Panetta, che hanno sottolineato il contributo di tutte le componenti politiche.
Unica voce fuori dal coro, il consigliere Mario Casna che ha ricordato come non sia stata accolta la sua proposta di specificare il concetto di famiglia e di introdurre la connessione tra adozione e famiglia; "La nascita è un fatto sociale - ha detto Casna - per cui anche l'accesso agli asili nido dovrebbe essere slegato dalla valutazione del reddito con l'indice Icef". Casna ha ricordato come sia importante valutare la possibilità di concedere il congedo parentale con il pagamento dei contributi figurativi per tre anni a quel genitore che resta a casa, a prescindere dal fatto se si tratti della donna o dell'uomo. Il consigliere Casna ha comunque annunciato la sua astensione.

8.11.2010

Domani il Consiglio provinciale comincia la discussione sul disegno di legge unificato sulla famiglia. Entro una decina di giorno, salvo sorprese, dovrebbe diventare legge della Provincia di Trento e nei primi mesi del prossimo anno dovrebbe essere operativa la nuova Agenzia per la famiglia. Qui sotto l'articolo de l'Adige in vista della discussione nell'aula del Consiglio.

09.11.2010

Per motivi di priorità nell'ordine del giorno del Consiglio provinciale, la discussione sulla nuova legge famiglia è stata rinviata di alcune settimane.

2.12.2010

LEGGE FAMIGLIA: AVVIATO L'ESAME CHE PROSEGUIRA' IN GENNAIO
Con la lettura nell'aula del Consiglio delle relazioni di maggioranza e minoranza.La normativa prevede importanti benefici per i nuclei numeros.
La prima sessione di dicembre del consiglio provinciale si è chiusa con la lettura delle relazioni di maggioranza e minoranza del testo unificato dei 5 disegni di legge in materia di politiche famigliari, che saranno trattati come primo punto nella seduta del Consiglio di gennaio (la sessione prima di Natale è interamente riservata alla manovra finanziaria della Provincia).
Il testo di sintesi è uscito da tre disegni di legge, per così dire "organici" al testo della Giunta (disegni di legge Morandini e Dominici) ed altri due testi che potremmo definire "tematici", di Viola e Civico, rispettivamente sulle famiglie numerose e sul mondo dell'associazionismo.
La relazione di maggioranza, affidata a Salvatore Panetta (UpT), ha posto l'accento sugli aspetti innovativi del disegno di legge, che prevede interventi a sostegno della maternità e della genitorialità, oltre a politiche indirizzate all'adolescenza ed agli aspetti di criticità ad essa connessi, interventi di sostegno dei progetti di vita delle famiglie, come i prestiti d'onore, la concessione di un contributo per il primo anno di vita del bambino, gli interventi a favore delle famiglie numerose e molti altri aspetti che avranno sicuramente ricadute positive ed un vantaggio per tutta la comunità. Panetta ha quindi riportato tutte le posizioni emerse in corso di discussione in commissione, evidenziando la soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo ambizioso, una "scommessa" che coinvolge sia minoranza che maggioranza in una direzione unitaria.
A seguire il consigliere Mario Casna (Lega nord), ha dato lettura della relazione di minoranza che, per sua ammissione, contiene anche qualche spunto critico. E' partito dalla "cronistoria" che ha condotto all'elaborazione del testo unificato, depositato il 2 giugno in consiglio provinciale ed approvato dalla quarta commissione in data 7 ottobre scorso, sotto forma di fusione dei testi n. 26 "Interventi a sostegno della famiglie numerose" proponenti consiglieri Viola, Morandini, Borga, Delladio, e Leonardi, n. 44 "Interventi a sostegno della famiglia e modifica della legge provinciale 29 agosto 1977, n.20 Istituzione e disciplina del servizio di consultorio per il singolo, la coppia e la famiglia" proponenti consiglieri Dominici, Dallapiccola e Ottobre, n. 89 "Sistema integrato delle politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalità" (Presidente della Provincia e assessore Rossi), n. 46 "Istituzione della Consulta trentina delle associazioni di famiglie e di genitori" (Civico), n. 96 "Interventi a favore della famiglia e modificazioni di leggi provinciali connesse" (Morandini). Il focus di questo disegno di legge è orientato più alle politiche strutturali, che non alle politiche della natalità, della procreazione, dell'educazione dei figli, della famiglia in genere, ha letto Casna. Una legge protesa all'associazionismo esteriore e che ignora i problemi della quotidianità. "Un disegno di legge più attento all'accrescimento di una burocrazia che mal si cela dietro le diverse associazioni, che" ha concluso Casna "non poteva avere il sostegno né della Lega nord, né della Lista Civica per Divina".

24.1.2011

Al via domani la discussione in Aula sul disegno di legge. I sindacati e molte forze politiche di dihciarano in una veloce approvazione. Si leva anche qualche voce critica.

26.1.2011

La discussione sulla legge per la famiglia è stata rinviata a fine febbraio, per consentire la nomina del nuovo presidente del Consiglio provinciale.

22.2.2011

E' cominciata la discussione in consiglio provinciale: entro pochi giorni l'approvazione. Ed entro marzo o aprile l'Agenzia per la famiglia sarà pienamente in vigore.

23.2.2011

Legge famiglia verso l'approvazione: il via libera bipartisan. Voteranno sì Pd, Upot, Patt e Pdl. Accorpate le proposte di Viola e Morandini. In arrivo sedici milioni di euro. Superati gli steccati ideologici.

24.2.2011

E' STATA APPROVATA LA NUOVA LEGGE SULLA FAMIGLIA, AMPIO CONSENSO BIPARTISAN. IN ARRIVO L'AGENZIA PER LA FAMIGLIA.

Soddisfazione e orgoglio del presidente Dellai e dell'assessore Rossi per l'approvazione oggi in Consiglio
UNA LEGGE IN FAVORE DELLE FAMIGLIE E DELLA NATALITA'

C'è soddisfazione e anche orgoglio nelle parole del presidente Lorenzo Dellai e dell'assessore alla salute e politiche sociali Ugo Rossi per l'approvazione, stamani in Consiglio, della nuova legge sulla famiglia. Una legge pensata per le famiglie, tutte le famiglie e per favorire la natalità, frutto di un lungo confronto fra le forze politiche, una legge che entrambi definiscono concreta nei contenuti e al tempo stesso ispirata a valori importanti, nei quali la comunità trentina si riconosce.
"Quella approvata oggi - spiega Dellai commentando 'a caldo' l'approvazione della legge in Consiglio provinciale - è una legge che dà organicità alle politiche in favore della famiglia e della natalità. Una legge concreta, lontana da ogni tentazione retorica e declamatoria che spesso si accompagna a queste tematiche, una legge che mette a fattore comune le tante cose buone che già oggi si fanno in Trentino, le tante risorse umane e materiali di cui disponiamo. Una legge che promuove una sinergia virtuosa fra Provincia, enti locali e privato-sociale, che ha tra i suoi capisaldi il rafforzamento di tutti gli strumenti di welfare e la conciliazione dei tempi di lavoro e di vita, che prevede tutele particolari per soggetti come le giovani coppie e le famiglie numerose. Una legge infine che promuove la cultura della famiglia e che valorizza le donne, venendo incontro alle loro esigenze e ai loro bisogni.
"Si tratta - sottolinea ancora Dellai - è una legge che vuole rappresentare un po’ una svolta nelle politiche della famiglia. Siamo tutti stanchi di sentir parlare di famiglia attraverso slogan e parole vuote. Siamo una società che sta mediamente invecchiando se non troviamo motivazioni e e strumenti per favorire le famiglie che vogliono fare figli andremo incontro a un futuro molto triste. Noi crediamo però di averli trovati. Ancora una volta, io credo, il Trentino si conferma, grazie alla sua Autonomia, un laboratorio prezioso, la cui esperienza può essere messa a disposizione di tutto il Paese."
Gli fa eco l'assessore alle politiche sociali Ugo Rossi: "Quella approvata oggi è una legge attesa da qualche anno. Con un atteggiamento di grande responsabilità di tutti, maggioranza e minoranza, abbiamo lavorato assieme, per proiettare il Trentitno in una dimensione più pienamente europea nelle politiche familiari. La famiglia è una risorsa, questo il punto di partenza. Non abbiamo tanto guardato alla definizione di famiglia; abbiamo scelto piuttosto di mettere in campo risorse concrete, per favorire lo sviluppo delle famiglie e il loro benessere. L'obiettivo è anche quello di aumentare la natalità.
"I punti principali - prosegue Rossi - sono il potenziamento dei servizi nella fascia dagli 0 ai 3 anni, per permettere alla famiglie che lavorano di dedicarsi di più ai figli; il potenziamento degli asili nido e delle tagesmutter; i contributi al genitore che si astiene per un anno dal lavoro per accudire il figlio dopo la nascita. Ed ancora: prestiti d’onore e e prestiti ad hoc per le famiglie, gratuitità dal terzo figlio in poi per servizi che vanno dai trasporti alle mensce scolastiche e altre forme di agevolazione. Insomma, abbiamo un pacchetto di misure che aiuta concretamente le nostre famiglie e riconosce al tempo stesso un ruolo a tutte le organizzazioni familiari che si sono già organizzate per offrire servizi alle famiglie.
Abbiamo già stanziato una quota importante di finanziamenti, sul fondo famiglia di circa 16 milioni di euro, a cui se ne aggiungono da subito altri 5 e poi ulteriori 16 a regime. Sono cifre importanti, che interessano un po' tutti gli assessorati della Provincia, tenendo conto del fatto che le politiche familiari riguardano una buona parte delle politiche che la Giunta mette in campo. L'obiettivo, per sintetizzarlo con una battuta, è quello di mettere la famiglia al centro."

Con 24 voti favorevoli, due contrari e sei astenuti il Consiglio ha dato il via libera al testo

Il Consiglio provinciale, con 24 voti favorevoli, due contrari e sei astenuti, ha approvato questa mattina il testo unificato "Sistema integrato delle politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalità". Il primo disegno di legge era stato approvato dalla Giunta provinciale nel gennaio 2010, successivamente si è lavorato in condivisione fra maggioranza e minoranza per arrivare a questo testo che armonizza cinque disegni di legge a sostegno delle famiglie. Una legge concreta e organica, che riconosce le famiglie quali soggetti attivi dello sviluppo economico e sociale, soprattutto una legge innovativa, che colloca il Trentino in un ambito di assoluta eccellenza a livello nazionale ed europeo. In questo senso, la recente firma del protocollo di collaborazione con la Presidenza del consiglio dei ministri per il trasferimento dello standard trentino “FamilyAudit” a livello nazionale per la certificazione familiare delle organizzazioni, è una delle conferme dell'eccellenza raggiunta nella nostra provincia.
1. Politiche sul benessere
Con questa legge La Provincia autonoma di Trento attiva sul proprio territorio una serie di istituti di carattere strutturale a sostegno della famiglia, orientati a garantire il sostegno delle condizioni di “agio” delle famiglie oltre che una loro capacità di progettazione di medio-lungo periodo senza fermarsi, come purtroppo spesso oggi accade, al brevissimo periodo.
Il rafforzamento delle politiche familiari interviene dunque sulla dimensione del benessere sociale e consente di ridurre la disaggregazione sociale e di prevenire potenziali situazioni di disagio, aumentando e rafforzando conseguentemente il tessuto sociale e dando dunque evidenza dell’importanza rivestita dalla famiglia nel rafforzare coesione e sicurezza sociale della comunità locale.
Le relazioni di famiglia, di vicinato, di amicizia o parentela, formano delle reti fondamentali per cementare e costruire una società viva: il sentimento di appartenenza all’ambiente di vita, infatti, incentiva comportamenti di protezione dello stesso, che si rafforzano in proporzione al grado di identificazione dei cittadini e delle famiglie con il territorio. Per operare su questo ambito occorre dunque attivare delle politiche sinergiche nei settori della scuola, della sicurezza, della salute e della società, coinvolgendo su questi temi competenze istituzionali e non, che operano sulla condizione dell’agio familiare.
Il Trentino si vuole qualificare sempre più come territorio attento ai bisogni della famiglia e delle nuove generazioni operando in una logica di distretto della famiglia all’interno del quale attori diversi per ambiti di attività e mission lavorano con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la famiglia, in particolare la famiglia con figli. Si ritiene infatti che una famiglia che vive con consapevolezza la propria dimensione diventa protagonista importante del contesto sociale in cui vive, in quanto può esercitare le proprie fondamentali funzioni creando in forma diretta benessere familiare (crescita ed educazione dei figli, lavori domestici, attività di cura dei familiari) ed in forma indiretta coesione e capitale sociale.
Obiettivo di fondo della legge è superare la logica assistenzialistica di sostegno alle famiglie in difficoltà, e favorire la nascita ed il sostegno di un nuovo corso di politiche di promozione della famiglia nella sua normalità e di valorizzazione del ruolo dinamico e propositivo che la stessa deve avere nella società.

2. Politiche strutturali
Con l’approvazione della legge sulla famiglia la Provincia autonoma di Trento ridisegna e riordina completamente l’architettura delle politiche familiari provinciali creando un sistema integrato di politiche strutturali orientato alle politiche di mantenimento del benessere delle famiglie per dare certezze alle famiglie stesse cercando di incidere positivamente sui loro progetti di vita sostenendo dunque i progetti di natalità delle famiglie trentine.
Le politiche familiari strutturali costituiscono un insieme di interventi e servizi che mirano a favorire l'assolvimento delle responsabilità familiari, a sostenere la genitorialità e la nascita, a rafforzare i legami familiari e i legami tra le famiglie, a creare reti di solidarietà locali, a individuare precocemente le situazioni di disagio dei nuclei familiari, a coinvolgere attivamente le organizzazioni pubbliche e private secondo logiche distrettuali, con l'obiettivo di rafforzare il benessere familiare, la coesione sociale e le dotazioni territoriali di capitale sociale e relazionale.
Per sostenere e promuovere sul territorio il benessere e i progetti di vita delle famiglie la Provincia e gli enti locali persegue l'obiettivo di coordinare tutte le politiche settoriali per realizzare il sistema integrato delle politiche strutturali. Le politiche familiari strutturali sono attuate, in particolare, mediante:
a) interventi economici di sostegno dei progetti di vita delle famiglie;
b) misure volte a coordinare i tempi del territorio e a favorire la conciliazione tra i tempi familiari e i tempi di lavoro;
c) coinvolgimento della società civile in generale e dell’associazionismo familiare e del mondo del volontariato e del terzo settore in particolare nell'erogazione dei servizi alle famiglie e nell'elaborazione delle politiche strutturali rivolte alle famiglie stesse dando dunque concretezza al principio della sussidiarietà orizzontale;
d) interventi volti a realizzare il distretto per la famiglia, tramite l'incremento qualitativo e quantitativo dei servizi resi dalle organizzazioni private alle famiglie con figli.

3. Politiche integrate
Le politiche familiari sono anche integrate poiché gli ambiti di interesse della famiglia non riguardano solo il tema delle politiche sociali bensì tutte le politiche del governo locale.
Finalità della legge è realizzare un sistema integrato degli interventi, che si attua mediante raccordi sinergici e strutturali tra le politiche abitative, dei trasporti, dell'educazione, dell'istruzione, della formazione professionale e del lavoro, culturali, giovanili, ambientali e urbanistiche, della gestione del tempo, dello sport e del tempo libero, della ricerca e delle altre politiche che concorrono ad accrescere il benessere familiare.
Le politiche familiari possono inoltre incidere anche sulle politiche di sviluppo del territorio in quanto, e questa è un’affermazione importante della legge, il territorio “amico della famiglia” può proporsi sul mercato della competizione globale con un valore aggiunto capace di accrescere l’attrattività territoriale. Le politiche familiari concorrono infatti con le altre politiche allo sviluppo economico e culturale del territorio attraverso il rafforzamento della coesione e del capitale sociale e relazionale e la realizzazione del distretto per la famiglia.
La norma prevede un duplice sistema di raccordo istituzionale per garantire l’integrazione delle politiche. La prima è una funzione di authority che viene espletata dall’Agenzia per la famiglia che obbligatoriamente deve essere coinvolta, tramite l’espressione di un parere obbligatorio non vincolante, su una serie di tematiche di stretto interesse delle politiche familiari specificatamente individuate dalla Giunta provinciale. La seconda funzione viene svolta dalla Commissione di coordinamento che è prevista dalla legge per garantire un’efficace integrazione tra le politiche familiari di livello provinciale e le politiche familiari del sistema delle autonomie locali.

4. Politiche sussidiarie
La legge dà forte attuazione al principio di sussidiarietà orizzontale. In attuazione di questo principio infatti la Provincia e gli enti locali promuovono il coinvolgimento del terzo settore e dell'associazionismo familiare, con l'obiettivo di sostenere e tutelare la specificità della relazione familiare, nel quadro più ampio dell'equilibrio del tessuto sociale e comunitario.
Per incentivare e valorizzare le reti primarie di solidarietà la Provincia coinvolge l'associazionismo familiare e le organizzazioni del privato sociale nella pianificazione, gestione e valutazione delle politiche familiari. La legge valorizza le associazioni familiari e le organizzazioni del privato sociale che organizzano e attivano esperienze di associazionismo per favorire il mutuo aiuto nel lavoro domestico e di cura familiare nonché la solidarietà intergenerazionale; promuovono iniziative di sensibilizzazione e di formazione delle famiglie e nello specifico dei genitori per lo svolgimento dei loro compiti sociali ed educativi; promuovo la creazione di reti di solidarietà tra famiglie, amministrazioni pubbliche, terzo settore e altre organizzazioni.
La Provincia promuove infine la rappresentatività dell'associazionismo familiare in organi consultivi che trattano tematiche attinenti alle politiche familiari.
Nel concreto la legge riconosce la capacità delle famiglie di integrare e specializzare la filiera dei servizi pubblici tramite il riconoscimento formale delle forme di auto-organizzazione delle famiglie nell’erogazione di taluni servizi.
Sono inoltre sostenute le organizzazioni familiari di secondo livello che coordinano l'attività delle associazioni familiari e degli organismi del terzo settore e realizzano attività complementari o integrative di valorizzazione e supporto della famiglia mediante l'attività di informazione sui servizi erogati a favore della famiglia e sulle opportunità esistenti nonché nella collaborazione nella realizzazione del distretto per la famiglia.
La legge infine istituisce la Consulta provinciale per la famiglia quale organismo che formula proposte ed esprime pareri in ordine alla predisposizione degli atti di programmazione provinciale aventi ricaduta sulle politiche per la famiglia, svolge attività di monitoraggio sull'adeguatezza e sull'efficacia delle politiche familiari e genitoriali realizzate dalla Provincia e dagli enti locali, tenendo conto degli esiti della valutazione di impatto familiare ed esprime parere obbligatorio sulle proposte legislative e sugli atti di natura regolamentare riguardanti le politiche per la famiglia.

5. Interventi economici
Per favorire l'assolvimento delle responsabilità familiari, sostenere la genitorialità, la nascita e la formazione di nuove famiglie, nel rispetto dei singoli progetti di vita, con attenzioni specifiche per le famiglie monogenitoriali e le famiglie numerose la legge prevede:
a) la concessione di prestiti sull’onore consistenti in un'erogazione in denaro senza interessi a favore di nubendi, giovani coppie, famiglie numerose e comunque di nuclei familiari nei quali siano presenti uno o più figli minori in relazione a determinate spese. Il valore minimo del prestito è pari a 1.000 euro;
b) la concessione di un contributo mensile per il genitore che si astiene temporaneamente dall'attività lavorativa fuori dalla famiglia per dedicarsi alla cura del figlio nel suo primo anno di vita, a condizione che l'altro genitore, se presente, svolga attività lavorativa o non sia idoneo all'attività di cura; se il genitore che si dedica alla cura del figlio non è occupato il contributo corrisposto per l'attività di cura è riparametrato secondo criteri stabiliti dalla Giunta provinciale;
c) il sostegno tramite una specifica disciplina delle famiglie numerose;
d) la concessione di un unico assegno familiare tramite la riorganizzazione delle prestazioni e degli interventi erogati dalla Provincia;
e) la partecipazione al fondo di garanzia per garantire l'accesso a crediti di modeste entità da parte delle famiglie che vivono in condizioni d'incertezza economica nonché l'attuazione di iniziative di formazione sulla gestione del bilancio e dell'indebitamento familiare.

6. Famiglie numerose
La legge prevede specifica che per famiglia numerosa s'intende la famiglia con almeno tre figli a carico: a livello nazionale la famiglia numerosa si qualifica quella con 4 e più figli a carico.
La norma prevede una serie di agevolazioni per le famiglie numerose. In particolare si prevede che i servizi di mensa scolastica e di trasporto scolastico e il servizio di prolungamento d'orario nelle scuole dell'infanzia sono resi con particolari agevolazioni, concesse a partire dal terzo figlio.
Il prestito sull’onore per le famiglie numerose è specificatamente finalizzato tra l'altro alla copertura dei costi per l'educazione dei figli; alla copertura delle spese mediche, sanitarie e socio-sanitarie non rientranti nelle prestazioni erogate a carico del servizio sanitario provinciale; all'acquisto o alla riparazione di veicoli in uso della famiglia; all'acquisto di mobili ed elettrodomestici per l'abitazione principale della famiglia.
La Provincia può prevedere un ticket sanitario familiare agevolato che tenga conto dei carichi familiari.
È infine prevista la possibilità di concedere un contributo alle famiglie numerose per ridurre i costi connessi agli oneri tariffari derivanti dagli usi domestici, secondo criteri e modalità stabiliti dalla Giunta provinciale, purché non sia compromessa l'adozione di comportamenti virtuosi e responsabili

7. Semplificazione e razionalizzazione architettura politiche familiari
Le prestazioni e gli interventi concessi a sostegno dei progetti di vita delle famiglie sono ispirate al principio della semplificazione amministrativa, del contenimento dei costi organizzativi e dell'accessibilità dei servizi. Il perseguimento di questi fini si attuano tramite:
a) la concessione di un unico assegno familiare provinciale comprensivo delle agevolazioni economiche in materia di trasporto alunni, di prolungamento d'orario nelle scuole dell'infanzia e di altre agevolazioni previste dalle norme di settore;
b) la realizzazione dello sportello unico per il cittadino e la famiglia;
c) l'utilizzo in forma diffusa delle nuove tecnologie per la pianificazione, l'organizzazione, l'erogazione e la valutazione dei servizi e delle prestazioni.
La Provincia adegua la propria struttura organizzativa per erogare i servizi di sua competenza in forma coordinata con le prestazioni e gli interventi previsti dalla legge regionale 1/2005 (pacchetto famiglia). Nell'ambito dell'assegno unico possono essere erogate anche provvidenze di competenza degli enti locali.

8. Famiglia e servizi per l’infanzia in fascia 0-3 anni
La Provincia assume come obiettivo il completo soddisfacimento della domanda delle famiglie di conciliazione tra i tempi familiari e i tempi di lavoro con riguardo ai servizi per la prima infanzia nella fascia di età compresa tra 0-3 anni.
Per queste finalità la Provincia promuove la specializzazione della filiera dei servizi per l’infanzia tramite:
a) la diffusione territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia previsti dalla legge provinciale 12 marzo 2002, n. 4 (legge provinciale sugli asili nido), nel rispetto della pianificazione di settore;
b) la diffusione territoriale del servizio Tagesmutter previsto dalla legge provinciale sugli asili nido;
c) l'utilizzo di buoni di servizio per l'acquisto di servizi per la prima infanzia erogati dalle organizzazioni accreditate, anche impiegando gli stanziamenti del fondo sociale europeo;
d) la diffusione dei progetti di auto-organizzazione di servizi da parte dell'associazionismo familiare.
Per conseguire l'obiettivo a richiesta delle famiglie è predisposto un progetto di conciliazione familiare. La norma prevede che se il progetto di conciliazione famiglia - lavoro, nel rispetto della pianificazione di settore, non assicura alla famiglia richiedente il godimento di uno degli strumenti previsti dalla filiera di cui sopra, in ragione dell'indisponibilità del servizio sul territorio, è erogato un assegno economico mensile per dare alle famiglie la possibilità di conseguire servizi di conciliazione alternativi.

9. Distretto Famiglia
Il Trentino si vuole qualificare sempre più come territorio accogliente ed attrattivo per le famiglie e per i soggetti che interagiscono con esse, capace di offrire servizi ed opportunità rispondenti alle aspettative delle famiglie residenti e non, operando in una logica di Distretto famiglia, all’interno del quale attori diversi per ambiti di attività e mission perseguono l’obiettivo comune di accrescere sul territorio il benessere familiare.
Si vuole rafforzare il rapporto tra politiche familiari e politiche di sviluppo economico, evidenziando che le politiche familiari non sono politiche improduttive, ma sono “investimenti sociali” strategici che sostengono lo sviluppo del sistema economico locale, creando una rete di servizi tra le diverse realtà presenti sul territorio. Il rafforzamento delle politiche familiari interviene sulla dimensione del benessere sociale e consente di ridurre la disaggregazione sociale e di prevenire potenziali situazioni di disagio, aumentando e rafforzando il tessuto sociale e dando evidenza dell’importanza rivestita dalla famiglia nel rafforzare coesione e sicurezza sociale della comunità locale.
Obiettivo è di realizzare un percorso di certificazione territoriale familiare, al fine di accrescere, tramite il rafforzamento del sistema dei servizi e delle iniziative per la famiglia, l’attrattività territoriale, nonché sostenere lo sviluppo locale attraverso il coinvolgimento di tutte le organizzazioni interessate. Nel dettaglio i distretti famiglia consentono di:
a) implementare processi di responsabilità territoriale familiare;
b) dare attuazione ai contenuti Libro Bianco sulle politiche familiari e per la natalità “La famiglia risorsa del territorio. Trentino amico della famiglia” per le parti direttamente riferibili al “Trentino Distretto per la famiglia” adottato nel luglio 2009 dalla Giunta provinciale della Provincia autonoma di Trento e anticipare per quanto possibile gli scenari che l’approvazione della nuova legge potrà mettere in campo;
c) attivare sul territorio provinciale laboratori sulle politiche familiari per sperimentare ed implementare modelli gestionali, modelli organizzativi e di valutazione delle politiche, sistemi tariffari e politiche di prezzo per promuovere il benessere familiare, sostenendo il capitale sociale e relazionale del territorio;
d) implementare sul territorio gli standard familiari sugli ambiti di intervento già adottati dalla Provincia autonoma di Trento sul tema delle famiglie per la famiglia, nonché sperimentare sul campo nuovi standard familiari con l’obiettivo di supportare concretamente il processo di definizione delle linee guida per la Certificazione territoriale familiare.
Ad oggi sono stati approvati due distretti famiglia: il distretto dell’Alta Val Rendena, della valle di Fiemme e il distretto di Cles.

Per leggere il testo approvato dal Consiglio provinciale di Trento, clicca qui di seguito su

LEGGE

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Data di pubblicazione
16/09/2010
Pubblicato il: Giovedì, 16 Settembre 2010 - Ultima modifica: Giovedì, 08 Marzo 2018

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