Vai menu di sezione

Educa: il mondo è in crisi di identità

Con questa riflessione del filosofo Barcellona si è chiusa la quarta edizione di Educa. L’incontro conclusivo di Educa fa riflettere sullo “statuto” dell’essere umano. Secondo lo studioso dobbiamo riacquistare il senso della gratuità e la dimensione della reciprocità.

L’incontro conclusivo di Educa fa riflettere sullo “statuto” dell’essere umano. Secondo lo studioso dobbiamo riacquistare il senso della gratuità e la dimensione della reciprocità. Questa la chiave principale per tornare ad identificarci con l’altro, per non continuare a dare spazio all’omologazione.

“C'è un gran parlare di incertezza, oggi, ma che cos'è realmente? Viviamo l'incertezza in maniera drammatica perché veniamo da un periodo che ci ha anestetizzati, disabituati ai dubbi e alle paure. In realtà, la certezza non è mai stata una risorsa per il genere umano. Fin da quando ci stacchiamo dal cordone ombelicale della madre viviamo un senso di paura.” Inizia così il dialogo conclusivo della 4^edizione di EDUCA “L'elogio del discorso inutile” con Pietro Barcellona, un uomo che – ha detto il direttore del Trentino e dell'Alto Adige e del Corriere delle Alpi Alberto Faustini – è esperto dell’animo umano e giurista, ha insegnato filosofia del diritto ed è stato parlamentare e membro del Consiglio Superiore della Magistratura. “Perché dobbiamo avere il mito della certezza? - si chiede il filosofo - L'incertezza, che di per sé è risorsa per il genere umano, è stata trasformata nella società di oggi in paura ed angoscia. Per superare questa paura, dobbiamo innanzitutto capire cosa vogliamo da noi stessi, far emergere le nostre vocazioni e passioni. Una consapevolezza che può nascere e crescere solo nel rapporto con gli altri perché l'uomo, in realtà, è tenuto in piedi dall'esistenza di legami.” “Dobbiamo riuscire a mantenere la capacità di autotrasformarci, perché se non cambiamo noi stessi non potremo mai cambiare il mondo. Se non salviamo noi stessi, non potremo mai salvare gli altri.” “Dobbiamo slegarci – spiega ancora il professore - dal feroce codice dell'utilità che ci ha abituati a misurare tutto col successo economico, o spettacolare. L'educazione stessa in sé, ad esempio, non può essere quantificata, perché il suo risultato è una somma di competenze che vanno autotrasformate. Qui ad EDUCA ci sono momenti e scambi di relazione bellissimi, ma è importante che terminati questi tre giorni si trasformino gli stimoli in azioni quotidiane condividendoli con gli altri”. “Fate crescere – dice Barcellona ai presenti e a tutto il popolo di EDUCA - l'allarme per la sfida che stiamo subendo, una sfida che ci può disumanizzare. La crisi non è solo economica, ma è dello statuto dell'essere umano. Dobbiamo diventare altro, questo mondo ci assedia, siamo minacciati da strumenti come la TV, da cui, nella nostra passività mentale, recepiamo modelli di vita.” Ma l'invito che Barcellona fa, e che emerge forte nel suo libro “L'elogio del discorso inutile”, è anche un altro: è la necessità di riacquistare il senso della gratuità che, a livello generale, abbiamo perduto e che dobbiamo rimettere alla base del rapporto con le persone care. “Dobbiamo riconquistare la dimensione della reciprocità e di uno scambio affettivo che sia reale, vero. Solo così riusciremo a riacquistare la capacità di identificarci con l'altro, ma non per omologarci, bensì per riuscire ad entrare nel suo pensiero. Viviamo in un mondo in cui è forte la crisi di identità. Oggi non sono solo i giovani ad essere in pericolo, ma tutti quanti. Bisogna lavorare sul senso di responsabilità, che si sta perdendo, sulla scuola, che dovrebbe essere più attiva e basata più sullo studio in profondità delle tematiche, sul significato di cultura (oggi tanto sbandierata ma che non in pochi hanno davvero) e sulla comprensione dei giovani: “non vanno capiti attraverso i libri o fornendo loro la soluzione alle difficoltà, ma bisogna immergersi nel loro mondo, 'creare con loro' e favorire un dialogo reciproco e spontaneo che faccia emergere le singole identità di ciascuno”.

Data di pubblicazione
26/09/2011
torna all'inizio del contenuto
Pubblicato il: Lunedì, 26 Settembre 2011 - Ultima modifica: Giovedì, 08 Marzo 2018

Valuta questo sito

torna all'inizio del contenuto