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Disturbi del linguaggio e dell'apprendimento in età evolutiva

Definiti i livelli essenziali di assistenza sanitaria nell’ambito della valutazione e del trattamento dei disturbi del linguaggio e dell’apprendimento nell’età evolutiva, ossia fino a 18 anni di età.

Con il primo provvedimento è stato definito, d’intesa con gli esperti dell’area della neuropsichiatria infantile, come deve essere strutturato il percorso per arrivare ad una corretta diagnosi del problema ed alla costruzione di un progetto personalizzato di riabilitazione logopedica. È stato inoltre precisato quali caratteristiche deve avere la conseguente presa in carico del bambino o del ragazzo da parte del logopedista: sono state quindi definite le prestazioni da erogare, distinguendo i trattamenti per contrastare i disturbi del linguaggio - da fornire in ambiente ambulatoriale - dai trattamenti riabilitativi contro i disturbi dell’apprendimento, da fornire in ambiente scolastico.
Le prestazioni di diagnosi e cura così individuate sono, appunto, il livello uniforme di assistenza che il Servizio sanitario provinciale si impegna a garantire, in quanto appropriato secondo le linee guida scientifiche e le pratiche consolidate e verificate, verso minori di età con specifici problemi evolutivi di linguaggio o di apprendimento.
Le altre due deliberazioni sono conseguenti alla prima ed aggiornano l’elenco delle prestazioni riconosciute dal Servizio Sanitario provinciale nonché le relative tariffe, ossia i corrispettivi a favore dei soggetti, regolarmente accreditati, che svolgono queste attività.
In una logica di miglioramento continuo del livello delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario provinciale, l'esecutivo provinciale ha voluto dedicare particolare attenzione all'ambito della neuropsichiatria infantile, con un provvedimento che si pone nel solco del miglioramento continuo dei servizi e della qualità dell’assistenza.
“Innanzi tutto vorrei esprimere grande fiducia nei professionisti che operano nell’ambito del servizio sanitario provinciale, che in definitiva ne costituiscono l’essenza e il cuore stesso; professionisti ai quali va riconosciuta sicuramente una buona fetta del merito della qualità e del buon funzionamento dei servizi - sono le parole dell'assessore alla salute e politiche sociali, Ugo Rossi -. Con questo provvedimento abbiamo però rilevato la necessità, in un settore delicato come quello della neuropsichiatria infantile, di garantire a tutti i bambini e ragazzi diagnosi precoci e percorsi riabilitativi personalizzati, adottati con criteri uniformi e omogenei su tutto il territorio provinciale. Prima si riesce a diagnosticare la malattia, maggiore sarà l’efficacia dell’intervento; inoltre sussistono chiare ragioni di parità di diritti ed equità”.
L'esecutivo provinciale, cercando di migliorare costantemente la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario provinciale, ha ritenuto di dedicare particolare attenzione all'ambito della neuropsichiatria infantile per definire puntualmente le prestazioni appropriate da garantire.
Un provvedimento importante che si fa carico di specificare concretamente, nell’ambito delle macro aree indicate dai livelli essenziali definiti dallo Stato, le diverse tipologie dei servizi e delle prestazioni, la gamma delle diverse attività e dei relativi standard di intensità di cura, aventi come destinatari bambini e ragazzi fino all’età di 18 anni, che presentano difficoltà di linguaggio e di apprendimento. Essi rappresentano una popolazione molto eterogenea non solo sul piano della patologia di base ma anche perché possono rientrare in quadri clinici che presentano una compromissione simultanea di più funzioni psichiche. L’attenzione dei professionisti e degli operatori deve essere massima, a causa della giovane età e quindi dello sviluppo delle persone coinvolte e della possibile coesistenza di più patologie.
Due sono le finalità che si intendono garantire, solo apparentemente in contrasto. Da una parte assicurare un percorso riabilitativo logopedico personalizzato, che mira al recupero funzionale del linguaggio e delle funzioni correlate, valorizzando il più possibile le risorse presenti attraverso uno specifico lavoro multidimensionale d’equipe. Dall’altra, procedere alla valutazione diagnostica con criteri uniformi e omogenei, per indagare il profilo neuropsicologico del paziente e il contesto familiare-educativo e, successivamente, per sviluppare un percorso riabilitativo funzionale allo sviluppo.
"Non è possibile avere risposte e servizi differenti allo stesso problema a seconda di dove si abita - afferma l’assessore Ugo Rossi -, crediamo fermamente in una personalizzazione del progetto , ma il tutto deve avvenire in un contesto unitario. È una questione di appropriatezza, di migliore risposta clinica alla patologia, che altrimenti può andare a detrimento di alcuni pazienti, che potremmo definire di “serie B” - prosegue l’assessore provinciale alla salute e politiche sociali -. I servizi e la cura non possono essere un fatto di fortuna o di sfortuna, di vivere in un determinato posto piuttosto che in un altro. L’equità sostanziale richiede di garantire a tutti ciò che è differentemente e specificatamente necessario. Penso che il provvedimento odierno costituisca un riferimento puntuale per la garanzia della presa in carico appropriata dei pazienti, su tutto il territorio provinciale in modo omogeneo".

Data di pubblicazione
31/12/2010
Pubblicato il: Venerdì, 31 Dicembre 2010 - Ultima modifica: Giovedì, 08 Marzo 2018

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