L'Abi, l'associazione bancaria italiana, intende raggiungere con i consumatori un'intesa per la proroga di sei mesi del piano di aiuto alle famiglie in difficoltà che prevede la sospensione della rata. E' una decisione che risponde all'esigenza «di star vicino alle famiglie italiane» le quali vantano comunque «un'alta qualità del credito», dicono i responsabili. Infatti in Italia «la percentuale della rata sul reddito disponibile è pari al 16%; inoltre, fatto 100 il valore dell'immobile, il credito è pari a 65, contro la media Ue del 70% o il 101% dell'Olanda». «Il rischio in prospettiva - ha tuttavia avvertito Mussari– è piuttosto l'aumento dei tassi, visto il gran numero di mutui a tasso variabile: si tratta di un rischio che va ben compreso dal cliente».
Un nodo del provvedimento, avvisa Mussari dell'Abi, è quello dei mutui cartolarizzati e l'Abi chiede così di inserire una disposizione ad hoc nel decreto Milleproroghe (senza oneri per lo Stato) per risolvere le difficoltà tecniche legate alla proroga delle garanzie. Altro punto delicato, e oggetto di numerosi e a volte contradditori interventi normativi, repliche delle banche e proteste dei consumatori, sono le commissioni applicate a chi va in rosso sul conto magari per piccoli importi e per un periodo di un giorno o più, per una incongruenza fra accredito dello stipendio e bolletta. La decisione,fermo restando che si tratta di un'indicazione di metodo, perchè l'Abi «non sarà mai un cartello» (quindi ciascuna banca applicherà l'impegno in modo discrezionale) servirà, ha detto Mussari «a migliorare il rapporto con i clienti e la trasparenza. Anche se per noi questo rappresenta comunque un costo stimato, a circa 25 euro per operazione, dovuto alle risorse umane impegnate, alle telefonate alla clientela etc etc... sia che il rosso sia di un euro che di mille».
Si può richiedere la proroga direttamente alla propria banca, richiedendo e presentando i moduli ad hoc.
Ed anche la serie di eventi che permette l’accesso e’ piu’ ampia: oltre che in seguito perdita del lavoro, morte o condizione di non autosufficienza a carico di un familiare, lo stop si puo’ ottenere nel caso siano state sostenute spese mediche o di assistenza domiciliare, per interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria sull’immobile del mutuo, oppure in caso di forte aumento delle rate per i prestiti a tasso variabile.
Non esistono, inoltre, limiti temporali al verificarsi di tali eventi e alla presentazione della richiesta. Il temine attuale è fissato fino al 31 gennaio 2011, mentre al proroga arriverà, pare, fino a luglio prossimo. Ma ci sono criteri ben precisi che chi potrà accedere ai benefici della proroga.
Una grande opportunita’, insomma, per le famiglie in crisi.
Sul sito del Ministero del Tesoro dove, tra l’altro, sono disponibili le linee guida per la presentazione e i moduli necessari (www.dt.tesoro.it/it/doc_hp/fondomutuipc.html).
Per informazioni: trentinofamiglia@provincia.tn.it , o allo Sportello famiglia al numero di telefono 0461 493144.