Attualità

Congedo obbligatorio: due settimane ai padri

Per entrambi i genitori stipendio al 100% e garanzie di reintegro. Nuova legge Ue. Neomamme a casa per cinque mesi.

L'Europarlamento apre per l'Italia la possibilità di non discriminare più gli uomini nella concessione dei congedi parentali. Nell'aula di Strasburgo è stata approvata una proposta legislativa, orientata principalmente a migliorare le condizioni delle lavoratrici incinte, che introduce anche "almeno due settimane" di assenza dal lavoro a paga completa per il padre naturale del neonato anche se l'unione non è formalizzata dal matrimonio.

Vediamo in sintesi le novità.

Il Parlamento Europeo riunito a Strasburgo il 20 ottobre scorso ha promulgato una delibera sulla dibattuta questione dei congedi parentali, con il risultato che ora le mamme potranno usufruire non più di 14 ma di ben 20 settimane a stipendio pieno mentre 2 settimane (esattamente un decimo) spetterebbero ai papà.
Il segnale dunque ci sembra abbastanza forte e la presa di posizione europea sul problema di conciliare il tempo dedicato all’accudimento dei figli con i mezzi economici per sostenerli sembra costituire una tematica che viene presa in modo sempre più serio.

Il Parlamento inoltre ha adottato alcuni emendamenti per impedire il licenziamento delle lavoratrici incinte dall'inizio della gravidanza fino ad un minimo di sei mesi successivi al congedo di maternità, garantendo al contempo la possibilità di poter ritornare al lavoro, o ad un posto equivalente (ovvero con la medesima qualifica e il medesimo livello salariale), dopo il congedo.

Infine, con la delibera, si stabilisce anche la non obbligatorietà ai lavori notturni per le donne nel corso delle dieci settimane precedenti il parto, durante tutta la gravidanza e durante tutta il tempo dell'allattamento.

Naturalmente, l’idea ispiratrice a livello comunitario rimane quella di fissare delle regole comuni anche in tema di famiglia e diritti. Dal canto loro gli stati membri potranno adottare queste regole oppure mantenere quelle già esistenti nel caso fossero più favorevoli rispetto a quelle previste dalla direttiva.

Che cosa cambia per l’Italia?

In termini di durata dei congedi sostanzialmente nulla in quanto per i lavoratori dipendenti italiani già si può godere di un cumulo pari a 11 settimane di congedo. La differenza più importante riguarda invece il fatto che il congedo dovrà essere garantito al 100% dello stipendio e non più all’80% come risulta in vigore oggi.

Una rivoluzione invece investirà i padri che potranno stare accanto alla moglie per almeno 2 settimane sempre al 100% dello stipendio.

Ora toccherà anche a noi recepire la direttiva e applicarla in termini che speriamo siano il più possibile brevi.

Per leggere l'articolo completo e per approfondire l'argomento, cliccate qui sotto.

< visualizza le notizie del mese di Ottobre

< altre notizie

Richiesta informazioni

* = campo obbligatorio

Ai sensi del D.Lgs.196/2003 si informa che i dati personali liberamente comunicati a seguito dell'inoltro del presente modulo verranno trattati con la massima riservatezza. Per ulteriori dettagli leggi l'Informativa Privacy.