Sono stati oltre tre milioni i pasti somministrati nel corso del 2007 nelle mense scolastiche della nostra provincia e, attualmente, risultano iscritti al servizio mensa 45.629 ragazzi. Su circa 16.000 bambini che frequentano le scuole dell’infanzia, il 99% consuma il pranzo a scuola; senza contare la ricettività degli asili nido che, solo per quelli pubblici, è di 2.420 posti. Essendo ampiamente riconosciuto che per un buono stato di salute (tra cui rientra anche la prevenzione dell’obesità infantile) è fondamentale un’alimentazione sana ed equilibrata, la refezione scolastica, per l’impatto numerico e per la valenza educativa che riveste, costituisce una delle opportunità più importanti per favorire l’instaurarsi di corrette abitudini alimentari e una buona occasione per sviluppare una continuità con l’ambiente familiare attraverso una costante collaborazione tra personale scolastico e genitori con il fine comune di creare un ambiente sicuro e sereno per il benessere dei bambini. L’obiettivo fondamentale della ristorazione scolastica è, quindi, duplice: nutrizionale ed educativo. I bambini si avvicinano al cibo in modo naturale, non si aspettano il rispetto dei livelli di nutrienti o corretti apporti calorici, bensì il piacere e la gratificazione. Il vecchio detto «anche l’occhio vuole la sua parte» è particolarmente calzante, se riferito all’atteggiamento dei bambini di fronte ai menù proposti, che, oltre a essere equilibrati dal punto di vista calorico e nutrizionale, devono prestare la giusta attenzione al gusto personale, alla varietà, all’associazione di sapori diversi, agli accostamenti di colore, alla consistenza, alla modalità di presentazione dei singoli piatti. Sin dalla scuola dell’infanzia e, a seguire, in quella primaria si attuano i primi interventi di educazione alimentare e di promozione del gusto. Il momento di socializzazione, offerto dal mangiare insieme ai compagni e agli insegnanti, porta ad acquisire nuove e corrette abitudini alimentari che, passando attraverso l’imitazione di modelli vissuti come corretti, permangono nel comportamento del bambino nel corso degli anni. Il pranzo, in sintesi, dev’essere la sapiente combinazione tra dietetica e gastronomia per soddisfare il mandato educativo di stimolare il gusto, proponendo anche alimenti generalmente poco ricercati dai ragazzi, quali verdura, pesce e legumi, attraverso una costante ricerca di proposte varie e alternative. Compito non sempre facile, ma assiduamente perseguito dalle scuole trentine in questi anni. Ma la mensa scolastica non è solo lo strumento per l’educazione al gusto e alla scelta consapevole. Le varie alternative alimentari impongono di considerare anche i processi produttivi che stanno a monte. La valorizzazione dei prodotti locali «a chilometri zero» consente non solo l’individuazione di prodotti genuini, ma anche di limitare l’inquinamento e incide sul risparmio di energia. Per questo va privilegiata, per quanto possibile, la cosiddetta «filiera corta». Tali considerazioni hanno permesso alla scuola trentina di acquisire, nel corso degli anni, una sempre maggiore consapevolezza del proprio ruolo in tema di educazione ai sani stili di vita. Essa si è consolidata sia attraverso
la diffusa attuazione dei «Progetti di salute» nelle scuole trentine, che dedicano all’educazione alimentare largo spazio e attenzione, sia attraverso specifici progetti di formazione per gli insegnanti promossi dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari, con l’obiettivo del coinvolgimento, a lungo termine, dell’intera comunità locale. «Più frutta nelle scuole» è l’obiettivo che si prefigge il Parlamento europeo attraverso la proposta di un programma di distribuzione quotidiana di frutta nelle scuole. Ed è nella direzione indicata dai maggiori organismi internazionali e nazionali che vanno le presenti linee guida sulle porzioni raccomandate, corredate di alcune proposte di menù settimanali ed esempi pratici di possibili piatti da realizzare. Esse costituiscono uno strumento operativo utile non solo al personale delle mense scolastiche, ma anche ai genitori, con lo scopo di allineare e orientare i percorsi alimentari in senso salutare.
Ugo Rossi, assessore provinciale alla salute e politiche sociali
Marta Dalmaso, assessore provinciale all'istruzione e allo sport
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