Attualità

Hotel Giocovacanze

Un disegno di legge per cancellare differenze tra figli legittimi e naturali

In futuro non ci saranno più differenze fra figli naturali e legittimi. L'annuncio arriva dal governo che ha approvato il disegno di legge delega in materia di filiazione. Ora dovrà essere esaminato dal Parlamento.

In futuro non ci saranno più differenze fra figli naturali e legittimi. È quanto ha annunciata il sottosegretario Giovanardi nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri del 29 ottobre 2010, che ha approvato il disegno di legge delega, in materia di filiazione, che dovrà ora essere esaminato dal Parlamento. Fra i punti più rilevanti del provvedimento segnaliamo: dal concetto di “potestà dei genitori” si passa al concetto delle relazioni che intercorrono tra genitori e figli; accanto ai doveri dei genitori previsti dalla Costituzione, è introdotto il diritto del figlio ad essere assistito moralmente, a crescere con la propria famiglia, ad avere rapporti con i parenti e ad essere ascoltato in tutte le questioni che lo riguardano; è introdotto il principio della unicità dello stato giuridico di figlio, per cui le disposizioni in tema di filiazione si applicano a tutti i figli, senza distinzioni; sono messe sullo stesso piano la disciplina sulle successioni e quella sulle donazioni; è introdotta la nozione di abbandono, qualora la mancanza di assistenza da parte dei genitori e della famiglia abbia gravemente compromesso la crescita del minore; infine, le condizioni di indigenza dei genitori non potranno costituire un ostacolo al diritto del minore a vivere nella propria famiglia.

La legge comunitaria si sdoppia: con la riforma più veloce recepimento norme
Approvato dal Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2010 il disegno di legge ''Norme generali sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione Europea e sulle procedure per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea''. Il ddl nasce dall’esigenza di adeguare le procedure di esecuzione degli obblighi comunitari, riordinando la disciplina che regola le fasi ascendente e discendente del diritto dell’Unione europea, cioè il processo di formazione delle decisioni UE e il processo di recepimento delle direttive comunitarie nell'ordinamento italiano. L’assetto dei rapporti tra Italia e Unione europea attualmente è regolato dalla L. 4 febbraio 2005 n. 11, ma l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1° dicembre 2009), con le profonde innovazioni introdotte, ha reso necessaria una riforma. Tra queste, il coinvolgimento diretto dei Parlamenti nazionali in alcuni aspetti del funzionamento dell’Unione, ed in particolare nel controllo da parte dei Parlamenti nazionali del rispetto del principio di sussidiarietà nell’attività legislativa dell’Unione Europea. Tra gli obiettivi della riforma, velocizzare ulteriormente il processo di recepimento del diritto dell'Unione Europea, attraverso una rivisitazione del suo strumento fondamentale, l'attuale legge comunitaria annuale.
Dossier “Recepimento della normativa comunitaria, approvato il disegno di legge di riforma”

< visualizza le notizie del mese di Novembre

< altre notizie

Richiesta informazioni

* = campo obbligatorio

Ai sensi del D.Lgs.196/2003 si informa che i dati personali liberamente comunicati a seguito dell'inoltro del presente modulo verranno trattati con la massima riservatezza. Per ulteriori dettagli leggi l'Informativa Privacy.