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Infanzia: allarme Cnel, in Italia servizi solo per 15% bambini

Da un'indagine elaborata dal gruppo ''Famiglia e lavoro'' della VI Commissione del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro in collaborazione con il gruppo nazionale Nidi Infanzia, emergono i problemi relativi ai costi e alla realizzazione di uno sviluppo sostenibile dei servizi educativi per l'infanzia.

L'indagine, presentata al Cnel alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per le Politiche per la Famiglia, Carlo Giovanardi, evidenzia come questi servizi siano riservati, nel nostro Paese, solo a una minoranza di bambini (15 per cento circa) con qualche eccezione per alcune Regioni del Centro-Nord (27-28 per cento), rendendo di fatto irraggiungibili, nel 2010, gli obiettivi del Consiglio europeo di Lisbona e Barcellona: arrivare al 33 per cento dell'utenza potenziale.

Per il Cnel l'attuale quadro di realta' dei servizi educativi per la prima infanzia chiede un ''proseguimento nel medio-lungo termine delle azioni di impulso allo sviluppo e di riequilibrio territoriale.

Per conciliare qualita' e costi nei servizi all'infanzia occorre quindi tenere presente che il personale impiegato in un servizio educativo e' insieme il suo maggior costo, ma anche il principale elemento su cui si fonda la sua qualita'. Cio' significa cercare risparmi sui costi del personale induce instabilita' organizzativa e tendenza al turn over, che sono due elementi che insidiano la qualita'.

E' necessaria, inoltre, una gestione razionale delle risorse e per questo e' importantissimo investire su figure di sistema incaricate della direzione organizzativo-gestionale dei servizi e del loro coordinamento pedagogico. Al fine di un buono sviluppo dei servizi per l'infanzia occorre infine aver presente il ruolo decisivo delle amministrazioni pubbliche per garantire ai cittadini la qualita' in ogni servizio operante sul territorio, la necessita' di integrare iniziativa pubblica e privata per favorire il pluralismo dei protagonismi presenti nel territorio e la necessita' che l'iniziativa privata possa integrarsi pienamente nella rete delle opportunita' accessibili ai bambini e alle famiglie in modo generalizzato ed equo''.

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