Attualità

Progetto Spiral - Consiglio d'Europa

Spiral: un metodo per creare benessere con il coinvolgimento di tutti

"Spiral" è un acronimo che sta per Societal Progress Indicators for the Responsability of All (Indicatori di progresso per il benessere di tutti e la co-responsabilità), un metodo proposto dall'Europa a tutti i soggetti sociali, pubblici e privati, che intendono definire il benessere e sviluppare degli indicatori di progresso con il coinvolgimento dei cittadini. Di questo si è parlato oggi, in Provincia, nel corso di un corso di formazione per gli operatori del settore, promosso dall'Agenzia.
"La ricerca di azioni condivise e corresponsabili per migliorare il benessere di tutti – ha detto l'assessore Ugo Rossi – è ciò che prevede uno specifico accordo che la Provincia autonoma di Trento sottoscriverà il prossimo 22 maggio con il Consiglio d'Europa per la diffusione del metodo Spiral".

"Il Trentino, in fatto di buone pratiche per le politiche familiari e giovanili – ha proseguito l'assessore Rossi, – ha ormai acquisito un'esperienza pluriennale che ha creato modelli di partecipazione all'avanguardia in Italia, tanto che il nostro Marchio Family è già un punto di riferimento per molte Regioni. Quindi sposare la proposta del Consiglio d'Europa per una politica di welfare e di benessere che sia il più possibile condivisa anche nelle scelte degli indicatori sui quali puntare, non fa altro che rafforzare quel che da noi si sta già facendo. E penso ad esempio al coinvolgimento di ben quaranta Comuni Amici della famiglia; penso alla creazione dei Distretti famiglia; penso al coinvolgimento attivo delle associazioni delle famiglie che attraverso un apposito Forum possono partecipare in prima persona alle scelte dell'ente pubblico in tema di benessere".

L'assessore agli enti locali Mauro Gilmozzi, per parte sua, ha voluto sottolineare "la presenza convinta di molti Comuni sia nell'ambito della certificazione Family in Trentino, sia per l'impegno a sperimentare all'interno delle proprie politiche familiari il metodo Spiral proposto dal Consiglio d'Europa, che punta alla condivisione e alla conseguente corresponsabilità da parte della comunità. Tutto ciò si inserisce in quell'impegno alla creazione di una cittadinanza attiva che aiuta la partecipazione delle comunità locali, che è poi il senso vero e più profondo di quella riforma istituzionale che vede proprio nelle Comunità di Valle e nei Comuni gli artefici in prima persona di una serie di deleghe significative da parte della Provincia. E la delega sulle politiche della famiglia non solo è una di quelle decisive per la qualità della vita e per un futuro migliore, ma anche quella sulla quale i cittadini possono misurarsi in prima persona, investendo le loro esperienze per il bene comune".

È stato Luciano Malfer, dirigente dell'Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili, a introdurre il corso di formazione, al quale hanno preso parte una quarantina di persone che lavorano nei Comuni "Amici della famiglia", in alcune Comunità di Valle, nei Piani Giovani o che sono operatori del settore.

"Il metodo Spiral – ha detto Malfer, – approfondisce il tema del benessere consentendoci di sporcarci le mani per coinvolgere i nostri territori di riferimento nella ricerca di indicatori condivisi che puntino a realizzare il benessere collettivo. È, anche, un metodo che oggettivizza le soggettività locali, che fa sintesi dei modi di vedere circoscritti, e non è un caso che esso sia già applicato in alcuni dei Comuni trentini che sono già "Amici della famiglia". Il senso di momenti di formazione come quello di oggi sta nel fatto che a noi piacerebbe che tutti i Comuni "Amici della famiglia" adottassero il medesimo metodo, perché in tal modo non solo verrebbero valorizzati e sottolineati i bisogni peculiari di ogni singolo ambito, ma anche perché si arriverebbe a una sintesi oggettiva capace di orientare le scelte di quegli enti locali che già oggi approvano annualmente un loro Piano Famiglia". L'Istat e in Cnel, ha concluso Luciano Malfer, "hanno da poco licenziato il primo Rapporto sul benessere, nel quale sono evidenziati dodici macroindicatori nazionali e un centinaio di indicatori specifici. Bene, Sspiral è un metodo molto simile che, però, ha il merito di agire su scala più ridotta e quindi riesce a coinvolgere meglio e a corresponsabilizzare realmente i cittadini, chiamati a dare indicazioni preliminari sugli obiettivi da raggiungere".

Fabio Ragonese, esperto del Consiglio d'Europa e Spiral trainer, ha poi spiegato i contenuti del progetto proposto dall'Europa. Il metodo Spiral, sviluppato e sperimentato nell’arco di sette anni in diversi Paesi europei, coinvolgendo città, istituzioni pubbliche come scuole e ospedali e soggetti privati come imprese e professionisti, consente di progettare dei piani d'azione locali partendo da un’ampia concertazione con la società, per realizzare in questo modo il benessere di tutti così come viene definito da ogni comunità, riuscendo così a orientare le politiche locali, regionali e nazionali per renderle più aderenti alle aspettative dei cittadini.

Questo approccio è particolarmente utile nel difficile momento di crisi che stiamo vivendo, poiché aumenta l'efficacia delle politiche pubbliche e delle azioni della società civile in generale, puntando sulle risorse esistenti, siano esse materiali o immateriali. Spiral insomma si presenta come una efficace una strategia partecipativa per combattere le situazioni di povertà. Il metodo rafforza in altre parole la coesione sociale e promuove un modello di sviluppo possibile e sostenibile, integrando diverse fonti di finanziamento e di risorse con l'obiettivo di una maggiore capacità di trasformare

gli stati di crisi in condizioni di superamento delle difficoltà. Applicata all’interno delle imprese, ad esempio, il metodo Spiral permette di conciliare l’obiettivo del miglioramento della performance con il benessere del personale sul luogo di lavoro.

La strategia Spiral si differenzia dalle altre metodologie partecipative, in quanto è completamente aperta ma allo stesso tempo si appoggia su un sistema di riferimenti comuni contenuti in una griglia degli indicatori del progresso. Ciò vuol dire che è possibile modificarla e adattarla non appena se ne sono assimilati gli aspetti fondamentali. Inoltre, si distingue da un approccio orientato ai “bisogni” degli individui o dei singoli gruppi d’interesse, tipico delle forme partecipative deliberative, poiché punta alla costruzione di senso e di consenso attorno alla necessità di vivere insieme i problemi e le necessità , rispettando e condividendo le risorse comuni e fornendo uguali opportunità di espressione a tutti, a prescindere dalla condizione sociale di ciascuno. Inoltre, essendo modulare, questa metodologia permette di creare delle sintesi che rappresentano le istanze della società a diversi livelli, dal singolo gruppo di cittadini fino all'intera comunità, senza perdere la ricchezza e la varietà di informazioni. Essa costituisce pertanto una solida base per rafforzare la democrazia attraverso un confronto sistematico e basato sul senso della partecipazione attiva della cittadinanza.

Al termine dell'introduzione di Ragonese, i partecipanti si sono divisi in gruppi di lavoro per cominciare a fare esperienze concrete su Spiral e sui suoi contenuti.

 

IL METODO SPIRAL IN TRENTINO

La metodologia Spiral, come ha testimoniato la sperimentazione in tredici Paesi e in oltre 200 città in Europa, fornisce un importante valore aggiunto per rafforzare le politiche locali nella Provincia Autonoma di Trento, in particolare innalzando il livello della partecipazione della comunità, consentendo la costruzione di una visione condivisa del benessere di tutti. Analogamente, l'esperienza giù maturata dalla Provincia Autonoma di Trento costituisce sul fronte europeo una fonte particolarmente interessante di arricchimento per la metodologia Spiral, nel campo ad esempio dell’integrazione delle politiche del benessere con le politiche per la famiglia, le politiche sui giovani e le politiche sportive.

Il Comune di Pergine Valsugana ha già sperimentato nel corso del triennio 2010-2012, con il supporto dell'Agenzia provinciale per la famiglia, tale metodologia all’interno di una rete di comuni nazionali. Altri otto comuni trentini, nello specifico Arco, Riva del Garda, Mezzolombardo, Roncegno Terme, Brentonico, Cavalese, Varena e Caldes - che hanno già acquisito il marchio “Family in Trentino” e che si sono pertanto qualificati come comuni particolarmente attenti e sensibili al benessere delle famiglie - hanno formalmente manifestato l’interesse a sperimentare il modello europeo per verificare la possibilità di introdurre il metodo Spiral tra i requisiti provinciali di “Comune amico della famiglia”. Anche la Comunità della Valle di Non, l'ente che coordina l Distretto famiglia della Valle di Non, ha manifestato la volontà di intraprendere il medesimo percorso.

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